• BOLZANO E TRENTO

La guerra contro il presepe: furti e oscenità

Siamo ormai vicini al Santo Natale, dovrebbero essere, questi, giorni contraddistinti da una speranza colma di gioia, ma non è possibile fare a meno di registrare episodi gravi. A Bolzano quattro giovani hanno profanato un presepe in piazza, fotografandosi in pose oscene. E a Trento hanno rubato la statua del Gesù Bambino.

Trento, il Gesù Bambino rubato

Siamo ormai vicini al Santo Natale, l'attesa verso il Bambino che sta per arrivare cresce di giorno in giorno. Dovrebbero essere, questi, giorni contraddistinti da una speranza colma di gioia, ma non è possibile fare a meno di registrare diversi avvenimenti che si muovono contro la celebrazione del Natale. Purtroppo, come avviene da qualche anno a questa parte, anche nel 2017 non sono mancate le polemiche contro l'allestimento del Presepe in luoghi pubblici o nelle scuole, come contro le canzoni troppo confessionali cantate dai bambini nelle consuete recite di metà anno. E c'è anche chi ha pensato bene di non utilizzare più la parola «Natale», bensì di parlare della «Grande Festa della Buone Feste», oppure chi – come il centro commerciale Oriocenter di Bergamo – non ha avuto remore nell'imporre ai propri dipendenti (che non sono stati a guardare, ma hanno mosso i sindacati) di lavorare anche il giorno di Natale, di Santo Stefano e di Capodanno.

In questo clima così avverso alla tradizione cattolica, dunque, sorprendono fino a un certo punto i due gesti che hanno turbato i cittadini del Trentino Alto-Adige nel corso dell'ultima settimana. Dapprima, l'osceno atto compiuto nel Presepe vivente in piazza Walther a Bolzano da quattro giovani, probabilmente minorenni, e immortalato in una foto postata dagli stessi sui social. Due maschi mimano un rapporto con una pecorella e un Re Magio, mentre una ragazza calpesta la mangiatoia con Gesù Bambino, sorseggiando sprezzante un brulè; il quarto componente del gruppetto, evidentemente, scattava la foto.

Questo atto, che non si può classificare semplicisticamente come una "ragazzata", rientra – se si considera il presepe in piazza un oggetto di culto – nella fattispecie punita dall'articolo 404 del codice penale, che recita: «Chiunque, in luogo destinato al culto, o in luogo pubblico o aperto al pubblico, offendendo una confessione religiosa, vilipende con espressioni ingiuriose cose che formino oggetto di culto, o siano consacrate al culto, o siano destinate necessariamente all'esercizio del culto, ovvero commette il fatto in occasione di funzioni religiose, compiute in luogo privato da un ministro del culto, è punito con la multa da euro 1.000 a euro 5.000. Chiunque pubblicamente e intenzionalmente distrugge, disperde, deteriora, rende inservibili o imbratta cose che formino oggetto di culto o siano consacrate al culto o siano destinate necessariamente all'esercizio del culto è punito con la reclusione fino a due anni». Il forte timore è tuttavia che, nella società del "Prohibido Prohibir", i quattro giovani rimarranno impuniti. Anche se pare che qualche cittadino di buon senso abbia, a sue spese, sporto querela. 

Pochi giorni dopo, è stata la volta del Presepe allestito in piazza Duomo a Trento dall'Associazione amici del presepe di Tesero. Nella notte tra venerdì e sabato, infatti, la statua di Gesù Bambino – del valore di circa 4.000 euro – è stata rubata dalla mangiatoia. Un gesto che si commenta da solo e che ha fatto indignare i trentini: Walter Deflorian, presidente dell'Associazione promotrice, ha commentato l'atto definendolo una «coltellata morale che tocca il cuore di tutti noi». La speranza di tutti è che il Bambinello venga presto restituito, per poter essere ricollocato tra Maria e Giuseppe in tempo utile per la Santa Notte di Natale.

Questi episodi fanno riflettere. In una società votata all'inverno demografico, dove ogni cinque minuti un bambino viene ucciso con l'aborto e che esulta per l'approvazione di leggi mortifere come quella sul biotestamento, l'arrivo del piccolo Bambin Gesù scuote le coscienze: che senso ha la vita? Si può vivere nella gioia? La sofferenza ha un senso? Si può ancora sperare nel futuro? I cristiani sanno in Chi trovare la risposta.