a cura di Benedetta Frigerio
  • BANGLADESH

La scuola cristiana ambita dai musulmani

Bangladesh. Nel paese a maggioranza islamica, i cristiani sono meno dell’1 per cento della popolazione. La costituzione garantisce la libertà religiosa, ma l’ostilità dei gruppi radicali e di una parte consistente di popolazione rende il livello di persecuzione nei loro confronti molto elevato. Tuttavia le piccole comunità riescono a realizzare servizi apprezzati per la loro qualità, aperti a tutti e dove quindi si creano oasi di armonia interreligiosa.

La scuola di santa Teresa, nella parrocchia di Maria Regina degli Apostoli della capitale Dhaka, ne è un esempio. Gli iscritti sono 495: 315 musulmani, 75 indù e 105 cristiani. Gli allievi delle varie confessioni, bambini e bambine, studiano insieme nelle rispettive classi. Si separano soltanto durante le ore di religione. Si infrangono così due tradizioni radicate: la separazione tra fedeli di religioni diverse e quella, altrettanto rigorosa, tra maschi e femmine. I genitori accettano queste condizioni pur di ottenere l’ammissione dei loro figli e collaborano volentieri con gli insegnanti, 16 donne e un uomo.

La parrocchia, affidata al missionario del Pime padre Quirico Martinelli, provvede altri servizi, a disposizione di tutti: un giardino attrezzato con altalene e dondoli per i giochi dei bambini (l’unico in tutto il quartiere densamente abitato), un ostello per aspiranti seminaristi, un asilo infantile, un ostello per ragazze lavoratrici appena arrivate in città in attesa di trovare un alloggio sicuro e un centro per il recupero e la riabilitazione dei disabili. La comunità aspetta il Natale. Nella chiesa parrocchiale le quattro candele dell’Avvento, vicino all’altare, sono di polistirolo, ma ogni domenica verrà accesa una fiammella.