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Lo scrigno spettacolare che fa da casa a San Moscati

La Chiesa del Gesù Nuovo, sita a Napoli nell’omonima piazza, è il frutto dello stravolgimento di un’elegante residenza rinascimentale trasformata in luogo di culto cristiano dai padri gesuiti che nel 1584 l’acquistarono dal re di Napoli dopo la confisca dei beni della nobile famiglia Sanseverino. Il palazzo dei principi di Salerno era stato commissionato nel 1470 e affidato alla maestria dell’architetto Novello da San Lucano che costruì un edificio divenuto famoso per la bellezza dei suoi interni, gli affreschi e l’opulento giardino. I confratelli Giuseppe Valeriano e Pietro Provedi furono incaricati dello sventramento del palazzo di cui risparmiarono solo la facciata e il portale marmoreo. La costruzione della chiesa, dedicata all’Immacolata Concezione e al nome di Gesù, fu completata nel 1601.

La superficie del prospetto principale ha mantenuto il bugnato a punta di diamante, con elementi piramidali aggettanti verso l’esterno, familiari al rinascimento veneto. Sul duro  piperno i tagliapietra napoletani incisero degli strani segni che si riteneva potessero caricare la pietra di energia positiva . I Gesuiti modificarono i rilievi del portale, ne prolungarono la cornice, inserirono lateralmente due colonne corinzie di granito rosso e centralmente, sopra il frontone spezzato, il loro emblema: lo scudo ovale che custodisce al suo interno l’abbreviazione IHS del nome di Gesù, la croce e i suoi tre chiodi.

Lo spazio sacro è una croce greca con il corpo longitudinale leggermente più allungato. All’incrocio dei bracci si innalza una falsa cupola con la calotta schiacciata ricostruita dopo diversi crolli, più o meno parziali, nel 1786 e dipinta con un cassettonato prospettico. Nei pennacchi restano le figure dei quattro Evangelisti, facenti parte del ciclo a fresco di primo Seicento firmato da Giovanni Lanfranco.

Massimo Stanzione, soprannominato il Guido Reni di Napoli, realizzò gli affreschi della tribuna illustrandovi storie mariane.  Sua è anche la pala della Visitazione nella seconda cappella della navata destra, dedicata a San Giuseppe Moscati, medico napoletano, morto nel 1927, beatificato da Paolo VI e canonizzato da Giovanni Paolo II. L’urna in bronzo dell’altare custodisce le sue spoglie mentre sul lato destro del transetto si apre l’oratorio che conserva lo studio del Santo e i suoi manoscritti.

I Gesuiti vollero fare del Gesù Nuovo una chiesa spettacolare alla cui realizzazione contribuirono le principali maestranze della scuola napoletana dal Rinascimento al Barocco, quali Cosimo Fanzago per le decorazioni marmoree, Luca Giordano e Francesco Solimena per gli affreschi.

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