a cura di Anna Bono
  • Sudan del Sud

L’Oim ha avviato una raccolta fondi per i profughi del Sudan del Sud

Nel 2019 serviranno almeno 122 milioni di dollari per realizzare un valido piano di assistenza agli sfollati e rifugiati del Sudan del Sud. Lo ha detto Jean-Philippe Chauzy, capo della missione dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni nel Sudan del Sud, presentando il 5 febbraio la campagna raccolta fondi 2019. Il conflitto iniziato nel 2013 ha provocato una crisi umanitaria che ha coinvolto oltre sette milioni di persone, più di metà della popolazione, tuttora in varia misura bisognose di assistenza e protezione. Particolarmente difficile è la situazione dei profughi che sono quattro milioni, circa metà dei quali sfollati. La firma a settembre di un accordo tra i contendenti per risolvere il conflitto fa sperare che almeno una parte dei profughi possa presto tornare a casa. I fondi chiesti dall’Oim serviranno quindi sia ad assistere gli sfollati che a renderne possibile il ritorno nelle aree che diventeranno sicure con la fine dei combattimenti. “La via verso una pace duratura è stata aperta – ha detto  Jean-Philippe Chauzy – dobbiamo sostenere la popolazione nella costruzione di un futuro di pace. Tuttavia, benché molte persone abbiano deciso di tornare a casa o ne abbiano espresso la volontà, molte non riusciranno a farlo entro il 2019 e continueranno a vivere nei campi profughi”. L‘Oim opera nel Sudan del Sud dal 2005 e vi ha aperto una missione dopo che il paese ha ottenuto l’indipendenza nel 2011. Solo due anni dopo, nel 2013, scoppiava il conflitto politico che ha trascinato la popolazione in uno scontro etnico cruento. Da allora l’Oim ha prestato assistenza a migliaia di sfollati e di profughi tornati a casa. Inoltre ha aiutato le comunità nelle quali i profughi si sono riversati.