a cura di Riccardo Cascioli
  • CLIMA

L'Ora della Terra. Contro la realtà

Il 24 marzo, promossa dal WWF, si è tenuta, come ogni anno, la “mobilitazione globale” l'Ora della Terra, per “manifestare contro i cambiamenti climatici catastrofici”, ossia contro i disastri che secondo l'organizzazione ambientalista sta producendo il riscaldamento globale causato dall'attività umana, cioè dall'immissione in atmosfera di gas serra, soprattutto CO2. Icona della manifestazione è l'orso polare, commovente emblema delle specie in via d'estinzione a causa del riscaldamento globale antropogenico: secondo il WWF, “presto l'unico modo per vedere degli Orsi Polari sarà una ricostruzione in 3D”. La verità è un'altra: gli orsi polari non si stanno estinguendo proprio per niente (vedi qui).

 A proposito del riscaldamento globale antropogenico foriero di disastri, si tengano presenti alcuni fatti (attingiamo dal pregevole sito climatemonitor).

Si consideri che dal 1998 al 2015 la temperatura globale è stata sostanzialmente stazionaria (eppure nel ventunesimo secolo gli uomini hanno seguitato a immettere CO2 in atmosfera), e dal 1850 al 1998 è aumentata, con una crescita non continua, di soli 0.85°C. Ma dov'è, allora, il riscaldamento globale, e segnatamente quello causato dall'uomo?

La temperatura globale è cresciuta nel 2016 e 2017, ma ciò non a causa dell'uomo, ma ad opera di El Niño, fenomeno ciclico nato ben prima dell'era industriale e che determina un forte riscaldamento dell'Oceano Pacifico meridionale. Esauritosi l'effetto del fenomeno, la temperatura globale si è riportata sui livelli del 2015 pre-El Niño (vedi qui e qui).

Giova allora ripetersi: dov'è, alla prova della realtà, il riscaldamento globale, e segnatamente quello causato dall'uomo? E che dire dei disastri prodotti dal riscaldamento globale antropogenico?

Nel 2013 si sono registrati in tutto il mondo 337 disastri naturali, numero più basso dell’ultimo decennio; quanto agli eventi meteorologici estremi, “giova commentare brevemente la ricerca di Screen e Simmonds, uscita nel luglio 2014 sulla rivista scientifica Nature Climatic Change. Gli autori hanno analizzato una serie storica di 34 anni (1979÷2012) di temperature e precipitazioni mensili per le medie latitudini del nostro emisfero (35÷60°N). Il risultato è stata la totale assenza di tendenze all’incremento negli eventi termici e pluviometrici estremi” (vedi qui).

Per quanto concerne i cicloni tropicali, “l’energia media annua liberata [dagli stessi] espressa in unità ACE è stata di 664 nel decennio 1971-80, di 716 nel 1981-90, di 857 nel 1991-2000, di 723 nel 2001-2010 ed infine di 689 nel 2011-15, il che evidenzia l’esistenza di un trend complessivo improntato alla decrescita dell’energia liberata da tali eventi estremi” (vedi qui).

Tutto ciò considerato: dove sono i disastri naturali causati dal riscaldamento globale antropogenico? Si tenga presente infine che i decessi dovuti a disastri naturali quali inondazioni, siccità e tempeste sono in accertata, netta diminuzione.

(Alessandro Martinetti)