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L'uomo che incastrò la mafia

Trent’anni fa moriva Pio La Torre, ucciso dalla mafia in un agguato a Palermo. La sua storia è stata ripercorsa da Giovanni Minoli nell’ultima puntata di “La Storia siamo noi”. trasmissione i cui punti di forza sono l’approccio documentale e le testimonianze dirette dei protagonisti.

Trent’anni fa moriva Pio La Torre, ucciso dalla mafia in un agguato a Palermo. Il deputato del Pci fu il primo parlamentare ammazzato da Cosa Nostra; era il 30 aprile 1982. Il suo impegno contro l’organizzazione criminale è stato ripercorso da Giovanni Minoli nell’ultima puntata di “La Storia siamo noi”, giovedì 26 aprile in seconda serata, attraverso una ricognizione sulla sua figura e sul suo impegno politico.

A lui e a Rognoni si deve la proposta della legge Rognoni-La Torre che introduceva il reato di associazione mafiosa e una norma che prevedeva la confisca dei beni ai mafiosi (scopo poi raggiunto dall’associazione “Libera” di don Luigi Ciotti, che raccolse un milione di firme al fine di presentare una proposta di legge, concretizzatasi nella L. 109/96).

La storia si costruisce sulle vicende degli uomini e sulla memoria collettiva. A tenere viva quest’ultima può contribuire in maniera determinante la televisione, con la sua capacità evocativa e l’efficacia delle immagini, a patto di non stravolgere la narrazione dei fatti a fini esclusivamente spettacolari.

Eventi, epoche storiche e biografie sono i principali ingredienti del programma di Minoli, che da anni propone ricognizioni nelle epoche trascorse, utili a capire meglio il presente alla luce del passato.

I punti di forza della trasmissione sono l’approccio documentale e le testimonianze dirette dei protagonisti o di chi li ha conosciuti da vicino. Molte delle vicende e delle situazioni proposte sono ancora di estrema attualità.