• LA DOMENICA

Marta e Maria, lavorare oppure no? Qualche domanda

Qualche domanda sui fatti di oggi

Mettiamo che Gesù si autoinvita oggi a casa tua. Tu sei una donna di famiglia, hai lavorato fuori mezza giornata, torni, sbrighi varie cose in casa; suona il campanello, Lui entra. Mettiamo che sei un’impiegata, torni stanca e te lo trovi lì seduto al tavolo. Sei una giovane, stasera esci con gli amici e sei venuto a casa a cambiarti e Lui è lì.

Sei un prete, stai pensando al Vangelo di domenica, che parla di Marta e Maria che hanno Gesù in casa loro. Marta si dà da fare per preparargli una buona cena, Maria gli si pianta davanti ad ascoltarlo. Allora, che faresti? Stasera avevo altro da fare; dovevo riposarmi; stare in divano a bermi casualmente la Tv; cercare qualcosa sul tablet; un’occhiata al computer; chattare con gli amici. Avevo un lavoro da completare: scrivere un articolo, combinare una faccenda; incontrare un parente.

Se stasera trovo Gesù in casa, che faccio? Lo guardo, lo ascolto, gli faccio domande: su questi giorni, gli incidenti, le cose che capitano. Il destino. Questi giovani. L’Isis, gli attentatori, la mafia, Provenzano. Cancella: niente domande. Lo guardo, stiamo in silenzio, ascolto. Dice San Cipriano: Nulla anteporre all’amore di Cristo. San Benedetto ha ripreso la frase, proponendosi di viverla lui e farla vivere a chi lo cercava.

I preti - a volte – non riescono a guardare Cristo, perché hanno da discutere di pastorale, come correggere la Chiesa e come salvare il mondo. Discussioni a tavola, o passeggiando, predicando, scrivendo, intervenendo nei siti. Non abbiamo tempo per pregare, ci pare anche sprecato, con tutto quel che c’è da fare. Chi salva la nostra parrocchia, i giovani, le famiglie, senza di noi?

Il lavoro di Marta è importante, se no, cosa si mangia? La sorella Maria pare non si renda conto che c’è  da fare in casa, in parrocchia, nei gruppi. Bisogna lavorare! Perché lavoriamo? Per chi lavoriamo? Che cosa dà gioia al lavoro? C’è un’attrattiva, uno scopo a lavorare? Che cosa dà compimento, quando tutto rimane sempre incompiuto, limitato? Niente che riempia il cuore, nemmeno se fai un’opera d’arte o dipingi un capolavoro. 

Per che cosa spendere la vita, i diciotto anni o i novantacinque, se poi prendi il treno che si scontra con l’altro o vai in vacanza a vedere i fuochi d’artificio a Nizza? Cosa conta la vita che abbiamo; dove va? È bene guardare in faccia Gesù, stare davanti a Lui ascoltandolo come Maria e/o lavorando come Marta, facendo tutto mentre Lui continua a parlare, fare i miracoli, a consolare e abbracciare, ad amare e salvare. La vita è una sola, ha una sola nascita e una sola morte, ha uno scopo solo. La vita attende una sola felicità, che ha il Volto e il Cuore di Colui che ci ha creati e ci ama per l’eternità.

 

 

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