• ALLA FINE UN GOVERNO

    Enrico Letta premier: governo non a tutti i costi

    Giorgio Napolitano ha dato l'incarico di formare il novo governo al vicesegretario del Pd Enrico Letta. Una soluzione che può mettere d'accordo anche Pdl e Scelta Civica e formare un governo di larghe intese, dopo la strigliata del Presidente alle Camere. Letta ha comunque accettato con riserva e ha indicato giovani e lavoro come priorità per un nuovo governo.

    • IL CASO

    I radicali perdono la battaglia con Giovanardi

    I giudici d'Appello riconoscono che la Legge 40 sulla fecondazione artificiale può essere effettivamente accostata alle leggi eugenetiche del nazismo. E danno perciò ragione al deputato modenese.

    • ELEZIONI

    Friuli, sul crollo di Tondo pesa l'«effetto Eluana»

    L'ex governatore del Pdl è riuscito a perdere il posto malgrado le liste del centrodestra avessero vinto nettamente. Renzo Tondo paga per il grosso impegno personale nell'assecondare Beppino Englaro nel disegno di lasciare morire sua figlia.

    • QUIRINALE

    Napolitano commosso sferza i partiti "sordi e sterili"

    Ha emozionato tutti (tranne i grillini) il discorso di ieri del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, appena confermato al Colle. La voce rotta dalla commozione e le sue parole hanno segnato la giornata politica di ieri.

    • QUIRINALE

    Rodotà, pericolo scampato

    Il profilo di Stefano Rodotà, candidato Presidente della Repubblica da parte del M5S. I cattolici italiani dovrebbero essere grati alla Provvidenza per lo scampato pericolo della sua elezione. Compresi i nuovi "cattolici grillini".- Napolitano "striglia" i partiti

    • CATTOLICI E SOCIETA'

    Nessuna complicità con chi distrugge

    Dal revival di idee del primo hitlerismo alle leggi sulle unioni gay: non è giusto continuare in un’equivoca tolleranza. Né per i cattolici, né per le persone ragionevoli. Le parole dell'Arcivescovo di Ferrara e Comacchio illuminano sull'attuale panorama politico. E sull'impegno dei credenti.

    • ROMANZO QUIRINALE

    Quirinale, si sacrifica Napolitano

    Per il secondo mandato consecutivo. Giorgio Napolitano, a 87 anni, rappresenterà nuovamente il popolo italiano. Dopo la VI votazione, gli elettori hanno scelto una soluzione quanto più possibile univoca. Scampato il pericolo di Stefano Rodotà, candidato di Beppe Grillo e di Sel, che non riesce a vincere. Intanto, dopo le dimissioni di Pierluigi Bersani da capo del Pd, anche nel M5S tira un'aria strana. Beppe Grillo sbraita al «colpo di Stato» e richiama a Roma tutti i suoi elettori per manifestare.

    • ROMANZO QUIRINALE

    Rodotà e il pericolo di avere un Presidente di parte

    Il congresso interno del Pd continuerà anche alla quinta votazione di questa mattina. Prove generali dei parlamentari Pd in diaspora per vedere quanti convergeranno su Rodotà e cadranno nelle braccia di Grillo. Ma Rodotà è una mistificazione.  Non è né fuori dei giochi né di garanzia.
    Quirinale, corre il peggio della prima Repubblica
    Dossier sul flop di Prodi

    • ABRA KADABRA

    Prodi: quando gli spiriti non aiutano

    M’immagino Romano Prodi, se dovesse leggere questo articolo, esclamare: «No, basta, ancora la vecchia storia delle sedute spiritiche». Ma certe storie sono proprio come gli spiriti. A volte ritornano.

    • ROMANZO QUIRINALE

    Caos Pd: perde Prodi, Bersani verso le dimissioni

    Alla quarta votazione per la scelta del Presidente della repubblica di ieri pomeriggio, Prodi si è fermato a 395 voti, mentre per la elezione ne servivano 504. Il miracolo non è avvenuto.

    • ROMANZO QUIRINALE

    Niente Prodi: 104 voti sotto il quorum

    Non ci riesce: Romano Prodi, almeno visto l'esito della IV votazione, non vestirà i panni del presidente della Repubblica Italiana. Lo segue, per influenza, Stefano Rodotà, Anna Maria Cancellieri e Massimo D'Alema. Circa 100 tra Sel e Pd i separati in casa che non approvano la salita al Quirinale del Professore. Attendendo le mosse dei grillini, vero ago della bilancia di questa elezione.

    • POLITICA

    Quirinale, corre il peggio della Prima Repubblica

    Dopo il fallimento della candidatura Marini e la spaccatura del centrosinistra, tutto è possibile per l'elezione a presidente della Repubblica. Ma i nomi che circolano sono tutti residui della Prima Repubblica, segno del deserto culturale degli ultimi venti anni. Centrodestra e mondo cattolico, poi, non sono neanche in grado di esprimere un nome.
    - Cercasi presidente equilibrato, di Stefano Fontana