• LA PETIZIONE

“Punite l'ambasciatore Lgbt che ha violato le legge"

“Trasferite quell’ambasciatore”. Parte dall’Occidentale l’appello al ministro degli Esteri ad affrontare risolutamente il caso dell’ambasciatore italiano in Spagna che ha usato la sede dell'ambasciata per una cerimonia di “nozze” gay tra due militanti spagnoli. Il timore è che la cosa cada nel vuoto per non disturbare il governo. 

“Trasferite quell’ambasciatore”. Parte dalle colonne dell’Occidentale l’appello al ministro degli Esteri ad affrontare in maniera risoluta il caso dell’ambasciatore italiano in Spagna che ha utilizzato la sede della nostra ambasciata per una cerimonia di “nozze” gay tra due militanti spagnoli. 

Che la location offerta da Stefano Sannino fosse inopportuna è un dato di fatto. Ma se è stato commesso un illecito, o eventualmente anche un reato, è questione che adesso è il sul tavolo di Enzo Moavero Milanesi che dovrebbe dare una risposta dopo l’interpellanza presentata dal senatore Gaetano Quagliariello. 

Risposta che però non è arrivata e che probabilmente non arriverà mai. E’ per questo motivo che l’Occidentale ha pensato di avviare una petizione pubblica per costringere Milanesi a fare il suo dovere, e cioè quello, anzitutto di dare una risposta definitiva sul caso. 

Che non potrà essere elusiva. Bisognerà infatti spiegare, legge alla mano, se la nostra  sede diplomatica, che è territorio italiano a tutti gli effetti, possa ospitare la stipula di patti non riconosciuti dal nostro ordinamento. Le nozze gay infatti in Italia non sono normate, a tanto non è arrivata neppure la legge Cirinnà. Così come hanno scritto in una nota lo stesso Quagliarello, Eugenia Roccella e Carlo Giovanardi: “Le sedi delle rappresentanze all’estero sono considerate a tutti gli effetti suolo sottoposto alla giurisdizione italiana, e i locali della missione non possono essere adibiti ad usi con essi incompatibili. Il matrimonio fra persone dello stesso sesso non è previsto dal nostro ordinamento e anche le unioni civili possono essere stipulate all’estero secondo la normativa italiana, purchè uno dei due contraenti sia cittadino italiano, cosa che nel caso in questione non risulterebbe”.

In questo senso Sannino dovrebbe rispondere al ministro degli Esteri. Ma qualcosa ci dice che non lo farà: dovrebbe infatti ammettere di avere violato la legge per fini puramente propagandistici e ideologici. E questo aprirebbe un problema politico che invece per il momento resta relegato nel quieto vivere più ovattato. 

In attesa dunque che Milanesi faccia il suo dovere, spinto da una petizione che potrebbe arrivare in poche ore a raggiungere migliaia di estensori, sarebbe interessante sapere il ritardo non dipenda più dall’imbarazzo di toccare un filo scoperto dell’attuale maggioranza. Che cosa accadrà se il ministro degli Esteri dovesse sanzionare o addirittura spostare l’ambasciatore? Si alzerebbero grida e alti lai da parte delle truppe LGBT che albergano all’interno del governo. Per questo è improbabile che arrivi una risposta decisa, ma questo non farà altro che far proseguire l’agenda omosessualista.