• INTERVISTA

«Rai, inaccettabile provocazione gay»

Il senatore Giovanardi contro la performance della coppia omosessuale al Festival di Sanremo: «E' la Costituzione che prevede che il matrimonio sia solo tra uomo e donna». «Gravissimo il silenzio di Avvenire e Famiglia Cristiana».

Carlo Giovanardi

Pare che, a parte La Nuova Bussola Quotidiana, nel mondo dei media cattolici nessuno abbia trovato da ridire sulla performance della coppia gay esibitasi il 12 febbraio sul palco del Festival di Sanremo per volontà del conduttore Fabio Fazio: una coppia “costretta” a sposarsi a New York perché nell’Italia “incivile” è vietato farlo. E nel mondo della politica pare che a farsi e a fare delle domande sia stato solo il senatore Carlo Giovanardi, ex sottosegretario alla Famiglia e oggi responsabile per le politiche familiari nel Pdl. Giovanardi ha formalmente inoltrato una protesta alla Rai e ha espresso pubblicamente il proprio dissenso. Le risposte? I soliti insulti dalla comunità gay e un invito da parte del direttore di Rai 1 Giancarlo Leone a tenere separate politica e spettacolo.

Senatore Giovanardi, quale è il motivo della sua protesta?
Siamo a pochi giorni dalle elezioni politiche, c’è una minuziosa regolamentazione per quanto riguarda i partiti e i loro programmi, per la disciplina della par condicio, che deve essere applicata a tutti. Poi cosa succede nella tv di stato, al Festival di Sanremo che viene seguito da una marea di italiani? Fazio, pagato profumatamente per condurre questa trasmissione e noto per le sue idee politiche di sinistra, invita due signori, due gay, che si mettono a sedere e fanno una gag con cartelli in cui raccontano come si è evoluto il loro amore: primo incontro, mano nella mano, i baci, e così via, ma poi alla fine tirano fuori dei cartelli in cui dicono che andranno a sposarsi a New York il giorno 14 perché in Italia le leggi non gli permettono di esercitare i loro diritti.

E questo cosa c’entra con la par condicio?
Come è noto, il matrimonio fra omosessuali è nel programma di Nicki Vendola, programma sia politico sia esistenziale (visto che dice che vuole sposarsi con il suo uomo), ma non è nel programma di altre forze politiche. Si dà il caso che la nostra Costituzione laica e repubblicana riconosca solo una famiglia come società naturale fondata sul matrimonio. «Tra un uomo e una donna», ha scritto più volte la Corte Costituzionale. Quindi non solo questi due signori sono andati lì a Sanremo a fare propaganda per il programma di Nichi Vendola, ma hanno polemizzato direttamente con la nostra legge fondamentale, la Costituzione. La stessa Costituzione che invece Roberto Benigni, sempre su Rai Uno, definisce la più bella del mondo. Evidentemente per la sinistra è la più bella del mondo solo per le parti che piacciono a loro, per la parte che non piace può essere stracciata e offesa.

Veramente non sarebbe meno grave anche se fossimo fuori dalla campagna elettorale.
Infatti non solo trovo assolutamente inaccettabile l’atteggiamento della Rai, ma trovo gravissimo il comportamento dei giornali cattolici, escluso il vostro, che su questo non hanno detto neanche una parola. Silenzio assoluto, a cominciare da Famiglia Cristiana e Avvenire, che è il quotidiano ufficiale della Conferenza Episcopale Italiana.

Forse le risponderebbero che reagire significa fare il loro gioco.
Non scherziamo, è una cosa gravissima: nell’opinione pubblica, nell’immaginario collettivo, nel modo di pensare della gente se davanti a una platea così vasta una provocazione di questo genere passa inosservata e il mondo cattolico tace… be’, una volta si diceva che chi tace acconsente. E in ogni caso chi tace lascia passare il messaggio senza neanche rilevare la pericolosità e la falsità del messaggio stesso. E questa la trovo altrettanto grave di quello che ha fatto Fazio.