a cura di Anna Bono
  • Scontri tra giovani eritrei e afgani immigrati

Sale la tensione a Calais dopo gli scontri del 1° febbraio

Centinaia di immigrati eritrei e afgani si sono scontrati a Calais il 1°febbraio. I primi disordini, durati due ore, si sono verificati mentre degli immigrati erano in coda in attesa di una distribuzione di cibo: hanno coinvolto circa 100 eritrei e 30 afgani. Poco dopo in un sito industriale non lontano da 150 a 200 giovani eritrei armati di bastoni e spranghe hanno attaccato una ventina di afgani. Più tardi, nello stesso giorno, si sono registrati altri episodi di violenza, di nuovo mentre era in corso una distribuzione di generi alimentari. Il ministro dell’interno francese, Gérard Collomb, in visita, ha commentato che la violenza ormai ha raggiunto livelli insopportabili sia per i cittadini di Calais che per gli immigrati. Ha quindi annunciato che il governo assumerà il controllo della distribuzione di cibo, finora affidata alle organizzazioni non governative. Inoltre il ministro dell’interno ha spiegato che i tentativi di raggiungere la Gran Bretagna partendo da Calais sono destinati a fallire. Attualmente sono in attesa di trovare il modo di entrare in Gran Bretagna circa 600 immigrati, forse 800. A gennaio il presidente francese Emmanuel Macron ha chiarito che la Francia non permetterà la creazione di un nuovo campo per immigrati come il “Jungle” demolito nel 2016. Ha inoltre annunciato per marzo un nuovo piano per far fronte ai flussi migratori che comprende procedure più rapide per vagliare le richieste di asilo ed espulsioni più veloci degli immigrati respinti. Il bilancio degli scontri è di molti feriti, quattro dei quali versano in condizioni critiche, feriti da colpi di arma da fuoco.   

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