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Scandalo Plaza de Mayo, le madri si fanno in tre

"Spariti" milioni di dollari elargiti dal governo per la ricerca dei desaparecidos:  i sospetti arrivano al governo.

plaza de mayo

Per buona parte del popolo argentino è un mito che si infrange. Per altri è l’occasione per imprimere una battuta d’arresto alla rielezione della “presidenta” Cristina Khirkner alle imminenti elezioni. L’associazione delle madri di Plaza de Mayo è finita nella bufera dopo l’emersione dello scandalo che ha coinvolto il suo ormai ex rappresentante legale e amministratore Sergio Schoklender. Il motivo? L’uomo è accusato di frode ai danni dello Stato e riciclaggio.

Secondo il tribunale di Buenos Aires, che sta indagando dopo la segnalazione di alcuni deputati conservatori all’opposizione, l’uomo si sarebbe intascato o avrebbe fatto sparire a fini privati somme di danaro che lo Stato ha elargito all’associazione delle madri, che dal 1976 cercano i loro figli desaparecidos, scomparsi durante gli anni del regime dittatoriale dei colonnelli.


Vicenda oscura, alimentata anche dalla stretta vicinanza tra la presidente attuale argentina e Hebe de Bonafini, la “Madre” per antonomasia, presidente dell’associazione e anima carismatica del movimento dei diritti umani che da 30 anni lotta per conoscere il destino dei propri figli, il più delle volte torturati e gettati nell’oceano.

Il governo prima di Nestor Khirkner e poi di sua moglie Cristina infatti è da sempre vicino all’associazione, fino al punto che l’attuale inquilino della Casa Rosada si vanta di essere sua “figlia adottiva”.


Secondo l’accusa Schoklender si sarebbe appropriato di ingenti somme destinate alla fondazione “Sogni Condivisi”, che aveva ricevuto dal governo oltre 300 milioni di dollari per la costruzione di case popolari per conto dell’associazione.


Nella capitale argentina da giorni si assiste al solito rimpallo di responsabilità con Shoklender che si dichiara innocente e la De Bonafini che invece scarica su di lui ogni responsabilità. I due si erano conosciuti in carcere nel 1981, lei arrestata per le famose manifestazioni del giovedì davanti alla Casa Rosada e lui per l’omicidio dei genitori con la complicità del fratello. Da lì, la loro amicizia è cresciuta fino al punto che la donna gli ha affidato la cassa dell’influente associazione.

Ma anche la De Bonafini è un personaggio piuttosto discusso in Argentina: da tempo è sotto accusa la sua linea giudicata troppo di “sinistra” dalle altre associazioni di diritti umani. Chavista e castrista fino al midollo, su fortissime posizioni antiamericane, la de Bonafini fece scalpore quando all’indomani dell’11 settembre 2001 disse di essere contenta «perché, almeno una volta, il sangue è stato vendicato».


Le posizioni della donna la portarono già nel 1986 a staccarsi dall’associazione originaria delle madri di plaza de Mayo, oggi ribattezzata Linea Fundadora. Distante dal suo odio antiamericano e di rifiuto verso gli indennizzi che il governo Alfonsin elargì alle famiglie vittime della guerra sporca, è anche la terza associazione presente in Argentina, quella delle “Abuelas (le nonne) de plaza de Mayo”, che cercano invece, a volte con successo, i nipoti nati nel corso della prigionia delle loro figlie e dati in adozione a persone colluse con la dittatura. Inutile dire che le due associazioni adesso, dopo anni passati ad assistere al trattamento privilegiato che le “Madres” avevano con il governo, passano all’incasso e inchiodano la de Bonafini alle sue responsabilità secondo il principio del "non poteva non sapere".


A gettare però ulteriori ombre è anche una foto, pubblicata dal settimanale “Libre” che ritrae la Bonafini e Shoklender nel corso di una festa di Hallowen nella sede dell’associazione dove i due erano travestiti rispettivamente da strega e da cardinale. Sullo sfondo le foto dei figli scomparsi. Una “pagliacciata” che non è piaciuta a tanti che ora accusano i due di infangare la memoria dei figli e di eccessivo anticlericalismo.