• IL PROGRAMMA MINIMALISTA DEL CAV

Silvio decadence, tra anziani e animali senza Pil

La battaglia di libertà si ferma qui: con gli anziani al cinema e la ciotola piena per fido. Lontani i tempi in cui Silvio Berlusconi poteva permettersi di infiammare le masse da un predellino parlando di libertà, di lotta del bene contro il male. Oggi Berlusconi in versione de senectute sembra allinearsi a quella che è la sua vita di splendido, ma sacrificato, 80enne. 

Aspetta che la sua agibilità politica dopo l’interdizione dai pubblici uffici venga cassata e vagheggia di un nuovo programma, di nuovi contratti da sottoscrivere con gli italiani, di promesse, che sono quelle belle e forti dei suoi tempi migliori: via l’Irap, tassazione bassa. Tutto bello, ma tra il dire e il fare c’è la traversata nel deserto che in questi 20 anni lo ha reso via via meno credibile. 

Ma c’è anche un contorno quasi naif nella sua nuova impresa politica: un programma minimalista, letto il quale alla fine viene da chiedersi: ma per che cosa? Per quale scopo?

Certo, a Villa Gernetto parlava ai seniores di Forza Italia, quindi forse è giustificato dal contesto, ma se le idee del Berlusconi 3.0 che si affaccia alla ribalta di un nuovo ritorno, anche se un po’ di risulta, sono queste, la domanda resta sempre la stessa: ma per che cosa?

«Vogliamo garantire una pensione minima a 1000 euro per tutti. La pensione alle mamme per dare loro una vecchiaia dignitosa e serena. Vogliamo introdurre un sussidio di compensazione per le famiglie in condizione di povertà assoluta e relativa, una convenzione con i cinema per l'ingresso gratuito agli anziani, viaggi gratuiti per gli anziani in treno in certi giorni della settimana, cure odontoiatriche gratis per gli anziani, molti dei quali non possono permettersi il dentista, e aiuti agli anziani che possiedono un animale domestico». Anziani dunque. 

Certo, in questi anni sono stati il welfare sostitutivo per migliaia di figli precari e disillusi, ma come si può sperare di rilanciare l’economia presentandosi con un buono per rifare il ponte al nonno. Per carità, nessuno nega che anche la cosiddetta terza età, con il passare degli anni abbia diritto a non essere considerata un peso della società, ma una risorsa, ma oltre al miglioramento della condizione personale, quale beneficio alla crescita economica del Paese potrà mai portare il viaggio in treno gratis di nonno e nonna? 

Oltre alla categoria dei pensionati Berlusconi sembra aver a cuore anche gli animalisti: «Anche gli animali hanno diritti, non solo gli uomini. Sono esseri senzienti. Chi uccide un animale deve andare in galera. Gli animali devono poter entrare in tutti i luoghi pubblici e aperti al pubblico. Dobbiamo aiutare e finanziare i canili e i gattili. Invito tutti i militanti di Forza Italia ad adottare un cane o un gatto in un canile o in un gattile. Dobbiamo anche aiutare chi ha un animale e poche risorse per mantenerlo. Se vuoi un amico vero scegli un animale. Io, che amo avere tanti amici, ho 21 cani, se conto quelli adottati da me e da mia figlia Marina».

Anche qui: cui prodest? Quale rilancio per il Paese potrà mai avvenire se ogni cittadino italiano adottasse un cane? Speriamo di rilanciare i consumi con tonnellate di mangime e collari? Non scherziamo. La verità è che nella mens di uno dei politici più affascinanti della storia politica italiana, sembra calata una regressione senile, un po’ egoista se vogliamo, ma comunque sterile. 

E’ questo il programma con il quale Berlusconi spera di riunire le forze moderate del centrodestra e riproporsi alla guida del Paese? 

Siamo sicuri che in questo profluvio di buoni sentimenti tra cani e nonni non si sia lasciato indietro qualche cosa? Diritti degli animali? Certo, non devono soffrire, ma i veri diritti sono quelli dei bambini e delle famiglie. Ecco il grande assente dalla visione attuale del Cav: la famiglia come motore di rinascita e di ricostruzione del Paese. 

La politica sembra timidamente accorgersi del vero problema economico, cioè la mancanza di figli. Il tema della denatalità come prima causa del collasso socioeconomico italiano ed europeo sembra essere almeno riconosciuto ormai da molte culture politiche, sono le ricette a fare la differenza come dimostra l’idea di ripopolare l’Europa di immigrati.

Ma Forza Italia in questo dibattito dov’è? Ha capito che il primo dramma della crisi è stato il lento e inesorabile spopolamento dell'Italia causato da una cultura anti vita e anti famiglia che da molto tempo si è fatta politica? Che la rinascita ci potrà soltanto essere quando la famiglia e i suoi figli saranno considerati il cuore economico e morale del Paese?

Con tutto il rispetto: quale aumento di pil potrà apportare una politica granny friendly? E quale scossa salutare per il Paese potrà mai dare una politica che si fa pet oriented? Sicuramente arriveranno anche le proposte per la famiglia, come sono arrivate in tutti questi anni, ma se il buon giorno si vede dal mattino, la nuova green card con la quale Berlusconi si propone di tornare a chiedere la fiducia degli italiani è segnata da una decadence che difficilmente risulterà appetibile per le masse. Ci manca solo che si unisca al coro del dito medio alle famiglie, come proposto da quella che è pur sempre una sua tv.

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