a cura di Anna Bono
  • Yemen

Sono stati gli emigranti illegali provenienti dall’Africa orientale a portare il colera in Yemen nel 2017

Nello Yemen martoriato dalla guerra civile nel 2016 è scoppiata una delle peggiori epidemie di colera nella storia del paese. Una prima ondata epidemica, tra l’ottobre del 2016 e l’aprile del 2017, ha colpito almeno 25.800 persone e le vittime accertate sono state 129. La seconda, iniziata poco dopo e terminata nel novembre del 2017, ha registrato oltre 1,3 milioni di casi e ha ucciso 2.641 persone. Fortunatamente si è trattato di un ceppo di colera meno resistente agli antibiotici di altri. Questo ha reso più facile cura e guarigione. Ma 16 milioni di yemeniti non dispongono di acqua potabile, vivono in condizioni igieniche pessime, sono privi di assistenza sanitaria. 10 milioni soffrono di gravi carenze alimentari. . Gli sfollati sono circa 2,5 milioni. In queste condizioni una epidemia costituisce un’ulteriore minaccia alla vita della popolazione, indebolita e vulnerabile alle malattie. I ricercatori dell’Istituto Wellcome Sanger e dell’Istituto Pasteur, grazie alla sequenza del genoma, hanno scoperto che il ceppo che ha colpito lo Yemen era originario dell’Africa orientale ed è stato introdotto nel paese dagli emigranti provenienti da quella regione. Nonostante la guerra, lo Yemen continua infatti a essere un paese di transito per migliaia di emigranti africani illegali – quasi tutti somali ed etiopi – che intendono raggiungere la penisola araba. Nel 2017 gli arrivi sono stati poco più di 70.000. Nel 2018 sono stati circa 150.000, con un incremento di oltre il 50% rispetto al 2017.