• DOPO LE SCUSE DELLA LAM

    Hong Kong in una situazione di stallo

    Nella conferenza stampa di martedì il capo dell’esecutivo Carrie Lam ha ripetuto più volte che il contestatissimo provvedimento sull’estradizione verso la Cina è sospeso ma non ritirato. Un modo per salvare la faccia, perché dalle sue parole si capisce che si tratta di un ritiro. La via d’uscita però non si vede perché Hong Kong è instabile. E sullo sfondo c’è la situazione della Chiesa cattolica, da quasi sei mesi senza vescovo titolare.

    • I MOTIVI DELLA CRISI

    Hong Kong in rivolta. E ora si teme un massacro

    La proposta di legge sulla consegna dei criminali a Pechino pende come una spada di Damocle sulla popolazione di Hong Kong, visto che la Cina considera “criminali” anche chi critica il Partito comunista o chiede di professare la propria fede. In vista delle manifestazioni di domenica e lunedì, dopo i primi scontri tra polizia e manifestanti si teme un’escalation di tensioni. Rimasti in città, accanto alla gente, il cardinale Zen e il vescovo ausiliare Ha.

    • Hong Kong

    Inaugurato a Hong Kong il primo cimitero per bambini non nati

    Si chiama “Giardino dell’amore per sempre” il primo centro pubblico per la sepoltura dei feti abortiti. Si aggiunge ai due privati già esistenti, riservati ai cattolici e ai cittadini di etnia cinese

    • AI CONFINI DELLA CINA

    Morto il vescovo Yeung, la Chiesa di Hong Kong al bivio

    La morte di Michael Yeung Ming-cheung, vescovo di Hong Kong, avviene in un momento molto delicato: all'indomani della firma dell'accordo fra Cina e Vaticano, nel pieno del dibattito in Hong Kong sul futuro della Chiesa in Cina, fra fautori del dialogo e scettici. Il successore sarà cruciale

    • PECHINO E IL VATICANO

    Unità della Chiesa in Cina? Purché non sia una resa

    Accordi Cina-Vaticano: per la rivista dei gesuiti americani, America, può essere una buona notizia. Per i cattolici cinesi di Hong Kong, estensori di una lettera aperta "ai vescovi di tutto il mondo" e per il cardinal Joseph Zen, un accordo oggi, a queste condizioni, è invece un disastro.