• PAKISTAN

Ucciso il ministro cattolico per le minoranze

Shahbaz Bhatti si era espresso contro la legge nazionale sulla blasfemia e aveva difeso Asia Bibi, la donna cristiana condannata a morte.

Bhatti

 

Il ministro pakistano per le Minoranze Shahbaz Bhatti è stato ucciso oggi a colpi di arma da fuoco a Islamabad. Bhatti, unico ministro cristiano nell’esecutivo pakistano,  aveva invocato cambiamenti nella controversa legge nazionale sulla blasfemia e aveva difeso Asia Bibi, la donna cristiana condannata a morte proprio per questa discussa legge.

Secondo quanto riferito dalle forze dell’ordine stamane alcuni uomini armati avrebbero aperto il fuoco sull’auto del ministro, che non era blindata, mentre si trovava in un quartiere della capitale.
Gli attentatori hanno prima fermato l’auto, poi costretto a scendere il ministro e infine hanno aperto il fuoco contro di lui a brevissima distanza, prima di fuggire a bordo di un’automobile. I terroristi hanno continuato a sparare per circa due minuti nel corso della fuga. Secondo quanto riferito dalla polizia non c’era nessun agente della sicurezza con Bhatti al momento della sparatoria. Secondo Asia News, gli assassini avrebbero lasciato sul luogo del delitto un manifestino con una scritta: Tehrik-e-Taliban Pakistan rivendica l’assassinio di Bhatti per aver parlato contro la legge sulla blasfemia. Tehrik-e-Taliban Pakistan è un’organizzazione che raggruppa vari gruppi di militanti islamici.

Bhatti era da tempo nel mirino del terrorismo fondamentalista  per la sua difesa della libertà religiosa e della dignità delle minoranze, i cristiani in primis. Più volte minacciato, sotto scorta armata, in un’intervista rilasciata a Mondo e Missione prima di diventare parte dell’esecutivo, aveva spiegato il perché di un impegno di testimonianza civile e religiosa a fianco dei cristiani: «Sono stato minacciato di morte più volte – aveva detto -  ma io non ho paura, sento Cristo accanto a me. La sua passione mi illumina».