a cura di Benedetta Frigerio
  • Vertice Usa-Corea del Nord

Un giorno di preghiera speciale a Singapore per il vertice del 12 giugno tra Trump e Kim Jong-Un

 

In diverse chiese di Singapore i cristiani, cattolici e di altre confessioni, si sono riuniti a partire dal mattino dell’11 giugno rispondendo all’invito dell’arcivescovo cattolico William Goh di partecipare a una preghiera speciale per il summit tra Stati Uniti e Corea del Nord, previsto per il 12 giugno a Singapore, “la grazia abbondante del Signore” scenda sui due leader, Donald Trump e Kim Jong-un. La preghiera recita: “Ti preghiamo, Signore, perché tu possa illuminare i leader politici perché operino per la pace, per la giustizia e per l’ordine nel mondo. Possa questo passo essere l'inizio di uno sforzo continuo per costruire relazioni stabili, liberate dal peso della paura e dal peso del sospetto. Possano le nazioni imparare a fidarsi l'una dell'altra e a lavorare per la pace mondiale per tutta l'umanità”. Inoltre, l'Arcivescovo Goh ha invocato l’intercessione della Vergine Maria: “Tu sei il nostro Specchio di giustizia e sede della Sapienza: ti affidiamo questo summit. Lo Spirito Santo guidi i leader e tutti i funzionari” impegnati per il vertice. La Corea del Nord è considerato il paese in cui i cristiani subiscono la più estrema delle persecuzioni. Il regime comunista di Kim Jong-Un proibisce qualsiasi pratica religiosa, persino pregare e leggere testi sacri da soli, in privato. La minima infrazione è punita con torture, reclusione per anni o a vita in carcere o nei campi di lavoro e, nei casi ritenuti più gravi, con la morte. Circa un terzo dei coreani detenuti attualmente nei terribili campi di lavoro del regime sono cristiani: da 50.000 a 70.000 persone colpevoli solo di credere in Dio.