• IL COMMENTO

Un nuovo modello di evangelizzazione

Benedetto XVI e papa Francesco hanno già inviato 96 missio ad gentes composte da 487 famiglie con 2087 figli. E il 6 marzo il Papa ha inviato altre 31 missio formate da 250 famiglie con 600 figli: 16 andranno in Europa, 4 in America, 9 in Asia e 2 in Oceania.

Famiglie neocatecumenali in missione

Compagna dell’odio a Roma scatenato da Lutero è l’idea di libertà: libertà nel senso di nessuna autorità religiosa, nessun magistero, nessun ordine come sacramento e quindi, così può sembrare, uguaglianza fra tutti i figli di Dio. Libertà e uguaglianza hanno comportato sì il libero esame della Bibbia, hanno comportato però anche il precipitare verso un dispotismo di tipo orientale che mai era stato di casa nell’Europa cristiana. E infatti per volontà di Lutero il principe è stato investito non solo dell’autorità temporale, che già aveva, ma anche di quella spirituale che mai i cristiani avevano accettato avesse, a costo di difendere con la vita l’autonomia del potere spirituale.

La modernità che si è sviluppata a partire dall’idea di libertà e uguaglianza di luterana memoria, con tutto lo sviluppo filosofico che ne è derivato, passo dopo passo ha portato alla progettazione di un mondo che, in nome della libertà e dell’uguaglianza, ha costruito universi totalitari di disumana violenza. Dall’ossimoro del dispotismo illuminato, al terrore rivoluzionario in Francia e in Russia. L’uguaglianza e la libertà contro la Bibbia e contro Roma, cioè contro la verità, hanno portato ai nostri giorni alla “libertà” radicale dell’individuo, nel senso del suo totale abbandono da parte della famiglia che non c’è più e dei gruppi sociali che nei secoli passati lo hanno sostenuto – prima fra tutti la Chiesa - e lo hanno lasciato solo nella sua disperata impotenza davanti allo stato e alla prassi totalitaria di eutanasia, aborto selettivo, eugenetica, adesso gender. Un povero essere disperato, non educato, non strutturato, la cui volontà non è stata mai esercitata, a disposizione dei grandi potentati economici ed ideologici che possono fare di lui alla lettera quello che vogliono.

“Non è bene che l’uomo sia solo”: il progetto di Dio sull’uomo è diverso e la solitudine e l’abbandono non ne fanno parte. In tanta desolazione Dio è intervenuto e ha ispirato a Kiko e Carmen – gli iniziatori del Cammino neocatecumenale - la fondazione di piccole comunità in cui l’altro è Cristo. In cui gli uomini possono vivere, crescere, e morire confortati dalla carità dei fratelli. In cui i matrimoni possono mostrare al mondo la bellezza dell’amore cristiano indissolubile e aperto alla vita, ricco di figli e nipoti. A partire dalle comunità è nata una nuova forma di missio ad gentes.

Un nuovo modello di evangelizzazione formato da comunità composte da quattro o cinque famiglie con tutti i figli che Dio ha loro regalato (normalmente tanti), un prete col suo socio (il Cammino non lascia i preti soli), alcune ragazze: questo piccolo gruppo di persone mette il proprio corpo a disposizione dell’implantatio ecclesiae in ogni parte del mondo, ovunque c’è un vescovo che ne fa richiesta. Lo fa con la sua semplice presenza mettendo in mostra la bellezza della carità cristiana. Facendo vedere che è possibile perdonarsi e volersi bene. Mostrando che, nonostante sia una valle di lacrime, la vita è un dono inestimabile e una grande benedizione. 

Benedetto XVI e papa Francesco hanno già inviato 96 missio ad gentes composte da 487 famiglie con 2087 figli: di queste 58 sono andate in Europa (molte in Francia meridionale, un paese completamente secolarizzato, a parte i musulmani), 9 in America, 25 in Asia, 1 in Africa e 3 in Oceania. 

Il 6 marzo il Papa ha inviato altre 31 missio formate da 250 famiglie con 600 figli: 16 andranno in Europa, 4 in America, 9 in Asia e 2 in Oceania. Kiko aveva chiesto al Papa, in quanto Pietro, di confermare l’invio dei missionari e Pietro non si è tirato indietro: “Lo faccio perché voglio farlo!”, ha scandito: “Il compito del Papa, il compito di Pietro, è quello di confermare i fratelli nella fede. Così anche voi avete voluto con questo gesto chiedere al Successore di Pietro di confermare la vostra chiamata, di sostenere la vostra missione, di benedire il vostro carisma. E io oggi confermo la vostra chiamata, sostengo la vostra missione e benedico il vostro carisma. lo voglio fare! Lo faccio non perché lui [indica Kiko] mi ha pagato, no! Lo faccio perché voglio farlo. Andrete in nome di Cristo in tutto il mondo a portare il suo Vangelo: Cristo vi preceda, Cristo vi accompagni e porti a compimento quella salvezza di cui siete portatori!”. Prima di affidare gli iniziatori del Cammino e tutti i fratelli “alla Santa Vergine Maria che ha ispirato il Cammino Neocatecumenale. Lei intercede per voi davanti al suo Figlio divino”, rivolgendosi a Kiko e Carmen ha detto: “Io dico sempre che il Cammino Neocatecumenale fa un grande bene nella Chiesa”.

Conferma ed incoraggiamento migliore e più solenne le famiglie che mettono a disposizione la propria vita per l’annuncio del vangelo non potevano ricevere. Sono passati duemila anni ma la forza, la mitezza, il coraggio della fede non sono mai venuti meno. Come non è venuta meno la freschezza e la fedeltà del carisma di Pietro.