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Venti di guerra, una lettera da Mosca

"Continuano a parlare di fascisti e antisemiti che non ci sono (...) In Russia il clima è tremendo, vecchi amici colti, sacerdoti, si rivelano come dei nazionalisti pronti a qualsiasi cosa per difendere la gloria della Russia"

Russia, manifestazione patriottica

Riceviamo e pubblichiamo una lettera da nostri amici a Mosca. Il governo locale della Crimea ha chiesto la protezione dell'esercito russo e la guerra fra Russia e Ucraina è apparentemente molto vicina.

Cari amici,
 
in questi giorni drammatici qui a Mosca,  ciò che davvero ci sostiene e ci conforta è l’atteggiamento e il giudizio aperto alla speranza che molti amici, ucraini e russi, ci testimoniano. Senza questo, il rischio di cedere alla pesantezza del cuore e allo scoraggiamento del pensiero sarebbe grande…

Abbiamo appena parlato con Inna a Char'kov e le cose da loro vanno davvero male.
 
Siamo sconvolti a vedere l'odio e la contrapposizione che si espandono a macchia d'olio, là dove fino a poco tempo fa tutto era tranquillo.
 
Gli ucraini sono chiamati alle armi dai 18 ai 55 anni, quindi sono richiamati anche il nostro amico Sasha e suo figlio Boris. Questo vuol dire, solo per ricordare gli amici che erano quest'estate con noi a Macugnaga, che Misha potrebbe imbracciare il fucile contro Sasha.

Il tentativo disperato che tutti loro stanno facendo è che non si perda il buon senso e la civiltà, ma tutto sembra franare rapidamente.
 
Ha favorito questo nuovo clima una mostruosa menzogna montata dal governo russo, una mistificazione della verità e una propaganda totalmente sovietiche. Sembra che a nulla valga la testimonianza splendida della Chiesa cattolica e ortodossa.

Continuano a parlare di fascisti e antisemiti che non ci sono, di violenze che non ci sono, e subito si è trovato chi ha preso sul serio queste fole. In Russia il clima è tremendo, vecchi amici colti, sacerdoti, si rivelano come dei nazionalisti pronti a qualsiasi cosa per difendere la gloria della Russia.

Ma anche da noi, tutti pensano che sia semplicemente una questione politica di contrapposizione tra Unione europea e Russia. Per capire meglio, stiamo lavorando assiduamente, tutti insieme, a una pagina fecebook che si chiama "Voci dal Maidan" e a un blog collegato al sito di Russia Cristiana. Offrono degli strumenti immediati e importanti per capire la natura di novità che i fatti ucraini contengono. Vi invitiamo tutti ad usarli attivamente e a diffonderli perché cresca attorno a noi e in noi la solidarietà con questa gente. Il prossimo numero della rivista sarà anche uno strumento formidabile in questo senso. L'Ucraina è stata veramente la "pietra d'inciampo" che svela i pensieri di molti cuori.
 
Vorremmo invitare tutta la nostra fraternità a pregare intensamente per gli amici ucraini che hanno condiviso con noi l'amicizia quest'estate, per tutta l'Ucraina e per la Russia confusa e tentata.