• UN BILANCIO

Vietato bocciare: la buona scuola che va al contrario

Secondo le notizie fornite da alcuni organi di stampa, sembra che oramai in Italia sia vietato bocciare. "Merito" di una delega della Riforma Renzi/Giannini che ha dichiarato guerra alle bocciature alle elementari e medie. E' un buon metodo educativo? No. Promuovere alunni che se ne fregano altamente non è aiutarli, ma incoraggiarli a mantenere quell’atteggiamento in cose ben più importanti.

Siamo a fine anno, tempo di esami e di bilanci e, forse, anche di riflessioni. Secondo le notizie fornite da alcuni organi di stampa, sembra che oramai in Italia sia vietato bocciare. Leggiamo parte di un articolo su La Repubblica di Salvo Intravaia:Il governo Renzi e il suo successore Gentiloni, che ha approvato le deleghe della riforma Renzi/Giannini, hanno dichiarato guerra alle bocciature: l'Italia è una delle nazioni europee con la dispersione scolastica più alta. Alle elementari si potrà bocciare solo in caso di abbandono dell'anno scolastico o per le troppe assenze.

Una situazione che riguarda una fascia marginale di alunni: tre su mille in prima elementare e uno su mille nelle altre quattro classi della primaria. In pratica, non si potrà bocciare per il profitto. “Le alunne e gli alunni della scuola primaria sono ammessi alla classe successiva e alla prima classe di scuola secondaria di primo grado anche in presenza di livelli di apprendimento parzialmente raggiunti o in via di prima acquisizione", recita il decreto legislativo 62 dello scorso mese di aprile. Nei casi di promozione "agevolata", le scuole dovranno attivare "specifiche strategie per il miglioramento dei livelli di apprendimento". La bocciatura sarà possibile sono se tutti gli insegnanti del consiglio di classe saranno d'accordo: "Solo in casi eccezionali e comprovati da specifica motivazione", spiega la norma. Basterà un solo parere contrario per fare scattare la promozione ope legis”.

È questo buono ed educativo? Non lo è. Sembra più che ovvio che specie nelle classi inferiori si debbano aiutare coloro che hanno difficoltà di apprendimento, aiutarli in tutti i modi. Ma di fronte ad un rifiuto netto allo studio, giustizia vorrebbe che si possa bocciare l’alunno, per dargli una lezione, per mostrare che le azioni hanno conseguenze. Se non si fa questo, si diseduca l’alunno, non si mostra la linea che esiste fra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato.

Si dice che questo viene fatto perché vari ragazzi oramai provengono da famiglie difficili, separati, divorziati, genitori singles. Ma facendo così non si fa altro che creare in prospettiva altre famiglie difficili in futuro, perché i ragazzi non hanno ricevuto la necessaria educazione per distinguere ciò che è buono da ciò che non li è. Come detto, ogni aiuto per coloro che si sforzano, si impegnano, ce la mettono tutta pur se ancora non vanno benissimo. Ma promuovere alunni che se ne fregano altamente non è aiutarli, ma incoraggiarli a mantenere quell’atteggiamento in cose ben più importanti.