• LEGGI A CONFRONTO

    L’Italia peggio della Francia. Qui Vincent sarebbe già morto

    Se Vincent Lambert fosse stato un cittadino italiano quale sarebbe stata la sua sorte? A quest’ora sarebbe già all’altro mondo perché con la legge 219 sul “biotestamento”, la moglie Rachel, in assenza di Dat e in quanto rappresentante legale, avrebbe avuto potere di vita e di morte su di lui, senza nemmeno dover disturbare i giudici.

    • STRATEGIE DI MORTE

    Il caso Lambert? Il fine è una legge estrema sull'eutanasia

    I fautori della cultura della morte, massoni inclusi, usano la vicenda di Vincent come trampolino di lancio per arrivare a una legge espressamente favorevole all’eutanasia, già autorizzata in modo implicito dal testo della Claeys-Leonetti. Che permette di interrompere alimentazione e idratazione, cioè sostegni vitali. C’è il rischio di un effetto domino su tutti i più fragili. Per esempio, si chiede preoccupato il presidente della Fondazione Lejeune, Le Méné: “Che diremo dei malati di Alzheimer? Sono in una situazione peggiore di quella di Vincent”.
    -E L’ITALIA STA PEGGIO DELLA FRANCIA. “GRAZIE” ALLE DAT di Tommaso Scandroglio

    • CASO LAMBERT/COLPO DI SCENA

    Stop alla condanna a morte, la battaglia di Vincent continua

    Quando sembrava che non ci fosse altra speranza, verso le 22.30 di ieri è arrivata la notizia tanto agognata: la Corte d’Appello di Parigi ha ordinato al dottor Sanchez di riprendere a nutrire e idratare Lambert. La Francia è infatti tenuta a rispettare gli impegni internazionali presi ed è quindi vincolata alla richiesta del Comitato Onu per i disabili. Ora bisognerà capire quanto è stata compromessa la salute di Vincent con l'inizio del protocollo di morte. Ma intanto è chiaro che l’«accanimento terapeutico» di cui si parla altro non è che una semplice nutrizione via PEG. Eppure le menzogne su Vincent, alimentate anche da Pilato-Macron, continuano. E con esse la sedazione delle coscienze.
    -I MEDIA E LA REALTÀ DISTORTA SU LAMBERT di Tommaso Scandroglio

    • DISINFORMAZIONE SU UN DISABILE

    Ecco come i media distorcono la realtà su Vincent Lambert

    Vincent non è in fin di vita, respira autonomamente e non è attaccato a nessuna macchina, come dimostra un video girato due sere fa. A ciò va aggiunto il dato morale: anche se fosse stato un paziente terminale e dipendente dalle macchine, non sarebbe comunque lecito ucciderlo. I maggiori media non descrivono come stanno realmente le cose nel caso Lambert, oppure strumentalizzano alcuni particolari veri per benedire l’eutanasia. Ecco una panoramica.

    • IN AGGIORNAMENTO

    Via all’iter per l'eutanasia, Vincent è stato sedato

    Ecco un fermo immagine di Vincent ieri sera, tratto dal video (da diffondere) girato con accanto la madre. Avviato stamattina il processo di interruzione delle cure di base per il quarantaduenne tetraplegico, che è stato sedato dal team guidato dal dottor Sanchez. Oggi verranno presentati nuovi ricorsi per chiedere che venga rispettata la richiesta del Comitato Onu per i diritti dei disabili di continuare a dare cibo e acqua a Vincent. Intanto, ieri i genitori hanno manifestato davanti all’ospedale insieme a oltre 200 persone, domandando di nuovo che il figlio venga trasferito: ben 7 strutture sono disposte ad accoglierlo. «Combatteremo fino alla fine», ha detto la madre Viviane.
    +++ ALL'INTERNO TUTTI GLI AGGIORNAMENTI

    - TUTTE LE TAPPE DELLA VICENDA

    • LA CRONISTORIA

    Vincent Lambert, tutte le tappe della vicenda

    Il calvario di Vincent inizia il 29 settembre 2008, quando viene ricoverato nel reparto di rianimazione dell’ospedale di Châlons-en-Champagne, a seguito di un incidente stradale. La prima decisione di interrompere l’alimentazione arriva nel 2013, con il solo accordo della moglie e tutti gli altri familiari all’oscuro. Da lì è stato un susseguirsi di tentativi di eutanasia, con la complicità della giustizia francese e della Cedu.

    • DIRITTO ALLA VITA

    "La Francia garantisca cibo e acqua a Vincent Lambert”

    Il Comitato Onu per i disabili chiede per la seconda volta allo Stato francese di rispettare il protocollo internazionale e continuare le cure a Vincent. Già domani il 42enne potrebbe essere sottoposto all’iter eutanasico. E da oggi la madre Viviane sarà davanti all’ospedale di Reims per chiedere che il figlio non venga fatto morire di fame e di sete.

    - E GLI AVVOCATI SCRIVONO A MACRON

    • LA MARCIA PER LA VITA

    “Più soldi per le gravidanze, smantelliamo la 194”

    «Il primo passo per smontare la legge 194: più soldi pubblici per le gravidanze e meno per gli aborti». La leader della Marcia per la vita Virginia Coda Nunziante conferma l'obiettivo del raduno pro life di Roma giunto ormai alla IX edizione: smantellare pezzo per pezzo la legge che legalizza gli aborti. Ieri a Roma anche un messaggio del vescovo Suetta che ha definito l'aborto un «delitto abominevole contro la vita e l'uomo» e la testimonianza dell'attore Eduardo Verastegui: «Grazie al mio film sono state salvate 4000 vite». 

    • LA LETTERA DEGLI AVVOCATI

    "Signor Macron, perché tanta fretta di far morire un disabile?"

    "Qual è l’urgenza che Vincent Lambert muoia, a prezzo di una violazione della Francia dei suoi impegni internazionali, quando gli stessi periti giudiziari hanno scritto nel novembre 2018 che l’alimentazione e l’idratazione non costituiscono un trattamento che rientra in un’ostinazione irragionevole?". Dalla lettera al presidente Emmanuel Macron scritta dagli avvocati che difendono il diritto alla vita di Vincent Lambert.

    • IN FRANCIA È BATTAGLIA

    I vescovi difendono Vincent, ma Leonetti lo vuole morto

    Il senatore Leonetti nega che Vincent Lambert sia un disabile (ma il dottor Ducrocq lo smentisce) e ne giustifica di fatto l’uccisione, attribuendo il “problema” ai genitori che chiedono di continuare a dargli cibo e acqua. Il Difensore dei diritti risponde in modo pilatesco all’appello della famiglia, mentre diversi vescovi francesi parlano a difesa del diritto alla vita del 42enne.

    - LA VOCE DI SAN GIOVANNI PAOLO II

    • LA VOCE DI GIOVANNI PAOLO II

    "Negare cibo e acqua a un malato è contro la Legge di Dio"

    "La somministrazione di acqua e cibo, anche quando avvenisse per vie artificiali" rappresenta "sempre un mezzo naturale di conservazione della vita, non un atto medico. Il suo uso pertanto sarà da considerarsi, in linea di principio, ordinario e proporzionato, e come tale moralmente obbligatorio". Da un discorso di san Giovanni Paolo II pronunciato 15 anni fa, a difesa della dignità infinita della persona.

    • IL TESTO AI RAGGI X

    La legge dell’Alabama? Ancora ingiusta, ma è un passo avanti

    Davanti alla proposta sull’aborto approvata in Alabama bisogna chiedersi: si tratta di una legge giusta, posta a tutela della vita del nascituro, o ingiusta? La risposta è che questa legge rimane ingiusta, perché non è mai moralmente lecito procurare volutamente la soppressione del nascituro, ma è meno ingiusta rispetto alle norme tuttora vigenti. E si spera possa innescare effetti positivi, come una revisione della tematica abortiva con il concorso della Corte Suprema.