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Viva la sinodalità, diocesi in ginocchio dal Pd Delrio

Il Pd Delrio ospite dei cattolici di Affi parla di Europa. Aderiscono tutti: dalla parrocchia agli istituti diocesani, compreso il settimanale del vescovo. Merito di consacrate laiche che ammettono: "Simpatizziamo tutte per il Pd". Miracoli della sinodalità: diocesi in ginocchio dall'ex ministro, ma a Udine il corso di dottrina sociale è stoppato dal vescovo. 
-DOTTRINA SOCIALE OGGI CON BUSSOLA E VAN THUAN

VERONA - La diocesi ai piedi di Graziano Delrio. Quando questa mattina il deputato PD entrerà nei locali della Fondazione Elena da Persico di Affi non potrà credere ai suoi occhi: ad ascoltarlo ci sarà praticamente mezza diocesi di Verona che ha aderito in massa ad un incontro politico con l’ex ministro dei Trasporti che parlerà di Europa. Lui, che di Europa non si è mai occupato, è stato ritenuto però l’interlocutore più affidabile da parte degli organizzatori, la Fondazione Elena Da Persico, per un tema così decisivo e imminente, date le elezioni europee di maggio.

La cosa puzza lontano un miglio di incontro pre elettorale per palati del cattolicesimo progressista. Capita. Ma la cosa curiosa è la straordinaria adesione di un nutrito elenco di realtà associative ed istituzionali della Chiesa veronese, le quali invece non dovrebbero trascorrere il proprio tempo ad ascoltare i politici e nemmeno a imbastire tribune elettorali.

Invece abbiamo visto che i vescovi si occupano anche di questo.

Così Delrio parlerà ininterrottamente dalle 9.30 alle 12.30 del seguente tema: “Per un’Europa dei Popoli. Il ruolo della politica”. Tre ore di lectio magistralis per un evento che i cattolici veronesi hanno letteralmente “regalato” al deputato Pd. Tra coloro che aderiscono all’iniziativa infatti hanno dato l’ok: la Fondazione Giuseppe Toniolo, la Parrocchia di San Pietro in Vincoli di Affi, la Caritas diocesana, il Centro missionario della Diocesi di Verona, l’Azione Cattolica veronese, il settimanale diocesano Verona Fedele, il Cif e le Acli locali, l’ufficio di Pastorale del lavoro di Verona, la Scuola di Formazione all’impegno sociale e politico della diocesi e l’Associazione Salesiani cooperatori di Bardolino.

Niente male come coinvolgimento, tanto che uno potrebbe pensare che tutte queste realtà – e i loro associati o membri – siano aderenti alla causa del Pd. Ovviamente non è detto, però l’ok alla adesione può far pensare ad una certa simpatia.

La stessa simpatia che il personale della Fondazione nutre verso il Partito Democratico. “In passato abbiamo fatto altri incontri con politici”, ci spiega una donna che lavora in Fondazione e non vuole essere riconoscibile. Chi? chiediamo: “Ricordo Oscar Luigi Scalfaro (ex presidente della Repubblica) e Luigi Pizzul, consigliere regionale lombardo”. Partito di riferimento? “Pd – ci risponde – perché c’è qualcosa che non va?”. La signora cade dalle nubi: “Ogni anno facciamo incontri di aggiornamento sulla situazione attuale e anche in questo caso non credo che il signor Delrio darà indicazioni di voto”. Certo, come no? Essendo un uomo del Pd forse gli scapperà un endorsement al nuovo partito sovranista di Salvini…

Il fatto è che nella Fondazione ci sono persone che fanno politica attiva: “Anche io sono iscritta al Pd e così altri della fondazione. Insomma, diciamo che qua siamo un po’ tutti simpatizzanti del Pd”. A questo punto uno potrebbe anche concludere che in fondo la fondazione è un ente privato e fa quello vuole. Verissimo. Però si viene anche a scoprire che le donne della Fondazione Elena Da Persico sono consacrate laiche, regolarmente riconosciute dalla diocesi. Che fanno – come giusto che sia – la loro attività politica e lavorativa. Solo che è un’attività politica esclusivamente orientata al Pd.

Per intenderci: è come se i Memores Domini, consacrati laici di Comunione e liberazione, avessero al loro interno tesserati di un solo partito, che spendono il nome dell'associazione ecclesiale per chiamare a parlare solo un politico di quel partito. E in adesione arrivasse mezza diocesi di Milano. Non si griderebbe all'ingerenza?

“Sono consacrate, non so se dipendano dal vescovo o dal Vaticano”, ci spiega il parroco don Renzo Migliorini, anch’egli stupito per il clamore. “Non vedo che problema ci sia, noi ascoltiamo tutti e ascolteremo anche Delrio”, ha detto, non prima di confermare che la presenza della parrocchia al convegno di questa mattina è stata deliberata dal consiglio pastorale della parrocchia.

Troppo di sinistra? Il parroco ha la risposta pronta: “Questo lo dicono quelli che si oppongono – ha proseguito -. Alcuni anni fa avevano rimproverato ai convegni della Fondazione di essere troppo di Sinistra”. Bè, visti gli ospiti non c’è poi da dar loro torto. Ma è convinto che si tratti di un'iniziativa culturale. Con un politico eletto in parlamento, semmai è un'iniziativa politica. Sicuri che un parroco possa sposarla così facilmente? 

Quello che è infatti non è chiaro a molti è che quella di questa mattina sarà un’iniziativa politica fatta con un uomo di un partito, autorevole finché si vuole, ma comunque sempre di partito e organizzata da un think tank di consacrate laiche vicine al Pd, la cui fondatrice oggi è proclamata dalla Chiesa Venerabile, ma nel cui carisma non c'era certo l'invito a sostenere un partito post comunista radicale di massa che sostiene convintamente: aborto, divorzio, eutanasia, nozze gay, educazione gender. Insomma, non proprio quello che si dice i principi non negoziabili.

In quanti, tra gli aderenti avrebbero dato la loro adesione se si fosse trattato di un altro politico, diciamo… un Matteo Salvini? Forse nessuno, anzi, forse qualcuno si sarebbe indignato.

Invece qua, a indignare è il fatto che qualcuno si stupisca per questa attenzione clericale verso un esponente del Pd, partito, tra l’altro, che in fatto di adesione ai principi della morale cattolica non ha ormai più niente a che fare.

Ma fa niente. Il vescovo Zenti è informato della cosa. E non ha stoppato l’iniziativa. Se invece – come accaduto a Udine – i fedeli si organizzano privatamente per organizzare un corso di Dottrina sociale della Chiesa, senza tra l’altro ospiti politici, ecco che arriva lo stop immediato del vescovo. Miracoli della sinodalità.