a cura di Benedetta Frigerio
  • Regimi comunisti

A Ho Chi Minh City la polizia interviene per impedire la costruzione di un presepio

A gennaio del 2019 i cristiani cattolici che abitavano nell’”Orto di Loc Hung”, di pertinenza della parrocchia di Loc Hung a Ho Chi Minh City, sono stati cacciati via dalle autorità che hanno requisito e poi abbattuto tutte le abitazioni della comunità. Si trattava per lo più di persone povere, molte arrivate dal Nord Vietnam nel 1954, studenti e veterani dell’esercito sud vietnamita. Da allora vivono in miseria. Ogni sera alle 19.00 recitano il rosario presso la statua della Madonna che si trova di fronte all’Orto. La mattina dell’8 dicembre, festa dell’Immacolata, molti di loro si sono recati lì per fare un presepe, ma sono arrivate le autorità – agenti in borghese accompagnati da dei teppisti – e hanno demolito la base di legno su cui sarebbe stata posta la Natività. I fedeli, senza perdersi d’animo, nel pomeriggio sono tornati e hanno ripreso i lavori, ma di nuovo le autorità sono intervenute. Ne è nato uno scontro nel corso del quale gli agenti di polizia hanno distrutto le statue di Maria e di Giuseppe. Tre persone sono state arrestate e rilasciate poi in tarda serata, ma sono accusate di aver incitato “un raduno di massa per interrompere l’ordine sociale”. L’agenzia di stampa AsiaNews riporta la testimonianza di una di esse, un giovane di nome Pham Duy Quang. “La repressione di ieri è stata davvero brutale – ha raccontato il ragazzo – alle 15.30 ci eravamo riuniti per pregare e prepararci ad allestire il presepe. Dopo la preghiera un grande spiegamento di forze composte da varie agenzie della circoscrizione 6 si è presentato per distruggerlo, ci hanno picchiati e messi in un angolo”. Cao Thị Thu, una donna di 58 anni accusata di aver lanciato un mattone contro un agente, ha detto di aver rifiutato la proposta della polizia di pagare una sanzione per evitare l’arresto.