• IL MALE DEL NOSTRO TEMPO

Aborto: la pandemia che non fa notizia e che non passa

Aborto e coronavirus, quante differenze e quante somiglianze, ma alla rovescia. Il secondo viene combattuto, il primo è incoraggiato, anche se fa un numero di morti infinitamente superiore. L'aborto non fa più notizia e non è solo una questione di "anzianità" del fenomeno. Il coronavirus passerà, l'aborto no.

Argentina, manifestanti esultano per l'aborto legale (con la mascherina)

Aborto e Coronavirus, quante differenze e quante somiglianze, ma alla rovescia. Partiamo dalle cifre. Il sito Worldometer.info ha un contatore in tempo reale (si tratta più precisamente di una previsione statistica in tempo reale) di quanti aborti ci sono stati dall’inizio dell’anno ad oggi: siamo già a due milioni (secondo le stime dell’OMS). Ovviamente contando solo quelli censiti, non gli aborti clandestini, i criptoaborti procurati da pilloline varie o quelli avuti tramite mezzi contraccettivi. Quanti morti ufficiali per Coronavirus dall’inizio della pandemia ad oggi, quindi nel giro di circa un anno? Due milioni. Proprio come gli aborti, solo che questi ultimi sono avvenuti in 18 giorni, quelli in 365.

Passiamo ad altre differenze o analogie tra aborto e coronavirus. Il primo è frutto della volontà delle persone, il secondo è un evento naturale (posto che, come dicono alcuni, non sia un artifizio umano). Il primo porta a morte certa ed è ricercato dalle donne. Il secondo solo in alcuni rari casi è letale, ma è fortemente avversato da tutti, di certo non voluto. Nel primo caso volerlo praticare è un diritto, nel secondo caso volerlo evitare è ugualmente un diritto. Il primo, infatti, viene considerato come un diritto civile, il secondo come piaga planetaria. In definitiva, il primo è un bene, il secondo un male.

L’accesso planetario all’aborto sicuro viene venduto come una conquista di civiltà. L’accesso planetario ad un vaccino sicuro viene venduto ugualmente come una conquista di civiltà. Perché questa analogia? Perché aborto e vaccino sono entrambe delle terapie per la salute delle persone: il primo elimina il virus chiamato «figlio», il secondo elimina il virus chiamato «Coronavirus».

C’è però da aggiungere che l’aborto è nella maggior parte dei casi libero, il vaccino pare proprio che si correrà il rischio che diventi obbligatorio. Perché questa differenza? Perché un bambino che non viene abortito non è contagioso, non attenta alla vita degli altri, invece una persona non vaccinata sì. Inoltre la donna che ha abortito va compresa e aiutata, la persona che non si vaccina va criticata e sanzionata. L’aborto, seppur foriero di morte anch’esso, è legittimato dalla quasi totalità degli Stati e quindi viene incoraggiato. Un vero e proprio omicidio di Stato. Il coronavirus è combattuto, osteggiato da tutti i governi del mondo con tanto di normative ad hoc, come avviene per l’aborto.

Al fine di facilitare l’aborto gli ordinamenti giuridici si industriano per trovare le soluzioni più varie e agevoli possibili. Al fine di impedire il contagio, parimenti, gli ordinamenti giuridici si industriano per trovare le soluzioni più varie e agevoli possibili. Il paradosso sta nel fatto che, come sottolineato, sia aborto che Coronavirus hanno a che fare con la morte delle persone. Nell’accesso all’aborto la «libertà» delle donne viene potenziata al massimo, nel contrasto al coronavirus la libertà delle persone viene ridotta al minimo.

L’aborto è un male pandemico, ma che non fa più notizia da tempo perché ormai la coscienza collettiva si è assuefatta dopo che per decenni si è diffusa questa pratica nell’orbe terracqueo. Il Coronavirus tiene banco su tutti i media di tutto il mondo tutti i giorni. Questa differenza deriva non solo dall’«anzianità» del fenomeno aborto rispetto al fenomeno «Coronavirus» (una guerra al suo scoppio fa notizia, al terzo anno di combattimenti ci si è scordati addirittura che esista), ma anche dal fatto che l’aborto non può attentare alla vita di noi già nati, il coronavirus invece sì. Insomma, si tratta di banale egoismo di massa che fa sbadigliare di indifferenza di fronte all’inarrestabile e attuale genocidio prenatale di bambini che però non sono i nostri e fa drizzare le antenne del panico più profondo di fronte alla possibilità di morire che potrebbe riguardare me o i miei cari.

Ultima differenza. Il Coronavirus passerà, l’aborto no.