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Anziani morti abbandonati. Ma non dovevamo difendere i fragili?

Il ministro della difesa spagnolo, Margarita Robles ha dichiarato che dozzine di decessi sono stati segnalati in case di riposo in tutta la Spagna: «L’esercito ha trovato delle persone anziane morte nei propri letti perché il personale sanitario è fuggito». Ma non era per loro che dicevamo di voler stare in quarantena? Forse la verità è un'altra: ci chiuadiamo in casa per conservare la nostra vita. Sarebbe più onesto ammetterlo.

Non possiamo in questo momento storico non pensare a tutti quegli anziani letteralmente tenuti in vita dall’affetto quotidiano dei loro cari. Tutti quelli con demenze senili, Alzheimer, o altre malattie, che sono ricoverati nelle case di riposo e che venivano visitati ogni giorno dal marito, la moglie, il figlio o il nipote. Invece, mentre si parla di chiusure in casa e di ogni attività (tranne di supermercati, farmacie e tabaccai) per aiutare gli altri (“mica a noi stessi”, ripetono tutti) a non ammalarsi di Covid-19, molti di questi anziani sono soli. Nella maggioranza dei casi senza capire perché. Proviamo a pensare, infatti, all’angoscia di chi, con patologie mentali oltre che fisiche, ha visto scomparire da un giorno con l’altro i propri parenti senza comprenderne la ragione? Anche questo è un grande dramma che sta generando morte.

Lo ha rivelato dal ministro della difesa spagnolo, Margarita Robles, che ha parlato degli anziani lasciati morire negli ospizi, anche perché in diversi di questi istituti, oltre ad essere vietato l’accesso ai parenti, il personale sanitario si è dato alla fuga. I cadaveri degli anziani sono stati ritrovati dai soldati dell’esercito spagnolo, inviati nelle case di riposo private per offrire assistenza sanitaria di emergenza e disinfettare gli edifici. Secondo il The Telegraph Robles ha parlato di un numero imprecisato di cadaveri. «L’esercito - ha dichiarato il ministro - durante alcune visite, ha trovato delle persone anziane completamente abbandonate, a volte addirittura morte nei propri letti»

Dozzine di decessi sono stati segnalati in case di riposo in tutta la Spagna. Settimana scorsa sono morte almeno 19 persone nel centro per anziani Monte Hermoso di Madrid. Di fronte a ciò le autorità del Paese hanno parlato di perseguimento penale di chi ha abbandonato il posto di lavoro. Ma Rafael Aguilera, sindaco di Alcala del Valle, dopo aver chiesto aiuti, dato che 38 su 42 residenti nella casa di cura del paese erano risultati positivi al coronavirus (insieme al 60% del personale), ha affermato che «il virus non uccide le persone... ciò che uccide le persone è il sistema», riferendosi ad un sistema sanitario inefficiente.

Detto questo, dopo aver scritto di quanti stanno chiedendo più eutanasia ed aborto, viene ancora una volta da domandarsi come sia possibile che mentre tutti giustificano la chiusura di ogni servizio (anche oltre il limite del ragionevole) per la difesa dei deboli, la gente più forte (giovane e senza problemi fisici) si sia data alla fuga così. Se fossimo forti come gli europei che hanno combattuto le guerre mondiali mandando uomini giovani sul fronte e lasciando a casa anziani, donne e bambini, avremmo il coraggio di rischiare davvero per chi è più fragile. Non chiudendoci in casa ma aiutando chi è più debole. Nei casi in cui sia possibile anche lasciandoli in quarantena per uscire e cercare di creare fra i giovani in salute l'immunità di gregge.

Anche Il Corriere della Sera ha parlato di questa ipotesi strategica (che poi è quella messa in campo da Israele), che forse non è poi così impossibile se guardiamo a quanto sta accadendo nella casa di riposo della "Fondazione san Riccardo Pampuri" dove 11 fra operatori sanitari, infermiere, animatori, addetti alle pulizie, in media 40enni, per non lasciare soli gli anziani, si sono autoisolati nella struttura dormendo in palestra pur di non lasciarli soli.