• UN NEMICO STORICO

Biden vs Putin e le paure dei dem americani

Biden ha dato del killer a Putin. Cosa c'è dietro? Perché i democratici Usa non combattono contro la Cina, estremamente più pericolosa della Russia? Le ragioni riguardano il passato storico ma anche gli interessi economici e geopolitici della sinistra americana.

Biden ha dato del killer a Putin. Contrariamente a quel che molti hanno scritto, non è affatto uno scivolone. Certo, la cosa ha anche un lato grottesco, dal momento che la Russia ha abolito la pena di morte nel 1996 e gli Usa ce l’hanno ancora.

Il punto è che con Putin la Russia è tornata grande potenza mondiale e dunque, soprattutto per i dem americani, è ridiventata il Nemico. Qualcuno dirà che lo era anche per Trump, repubblicano, ma dimentica che Trump aveva inizialmente teso una mano a Putin, e subito era finito sotto impeachment per i famosi «hacker russi» che ne avrebbero favorito l’elezione. Così, aveva dovuto fare marcia indietro per non avallare l’accusa (dem) di collusione.

Biden parteciperà al summit Ue e scommetto che parlerà anche del gasdotto NorthStream2 tra Russia e Germania, che gli americani vedono come il fumo negli occhi tanto da aver già emanato sanzioni contro le ditte ausiliarie. Certo, è vero, anche, che gli americani vogliono vendere il loro, di gas (shale-gas), di minor qualità e più costoso perché arriverebbe via nave. Ma la questione è molto più antica. Gli Usa hanno ereditato dall’Inghilterra un impero globale e soprattutto marittimo. E, con esso, hanno ereditato anche il terrore di un’unione economica tra Germania e Russia, che li taglierebbe fuori dal ricchissimo mercato europeo. Per semplificare, fin dai tempi degli zar i tedeschi, mi si passi l’espressione, ci mettevano i cervelli e i russi le loro immense risorse. Ai tempi della Santa Russia erano tedeschi pure gli insegnanti di liceo, e perfino l’ultima zarina era tedesca. Per lo stesso motivo Napoleone, impadronitosi della Germania, attaccò la Russia, e l’Inghilterra non ebbe pace finché non lo ebbe eliminato. Sempre per lo stesso motivo l’Inghilterra combatté la Guerra di Crimea contro i russi e a fianco dei turchi (qui, com’è noto, Cavour insistette per dare un aiuto non richiesto e mandò a morire migliaia di uomini per niente, perché al tavolo della pace ottenne solo un appoggio verbale di Napoleone III al futuro espansionismo piemontese). Ancora per il medesimo motivo l’Inghilterra combatté due guerre mondiali contro la Germania: nella Prima, i tedeschi finanziarono la rivoluzione bolscevica e Lenin li ricambiò finché poté; nella Seconda, Hitler attaccò i russi di cui era pur stato alleato. In tutte e due le guerre, appena l’Inghilterra si trovò in difficoltà intervennero gli americani.

Sotto il governo Berlusconi, negli incontri di Pratica a Mare, si fu a un passo dall’ingresso della Russia nella Nato, ma la cosa fallì per l’opposizione angloamericana. Berlusconi finì giubilato in modi di cui dà (qualche) conto il libro-intervista Sallusti-Palamara, Il Sistema, e Putin si ritrovò circondato da basi Nato fin sotto il naso, con cannoni e missili puntati su di lui a cento chilometri dalla sua capitale.

Uno potrebbe osservare: ma come, non è ben più pericolosa la Cina per l’impero americano? Infatti lo è. E, anche come nemico ideologico, può ben figurare al posto della vecchia Urss comunista. Ha basi in tutto il Pacifico e perfino in Africa. Sta concorrendo efficacemente nella corsa allo spazio e per giunta, a differenza dell’Urss, ha i soldi. Ma la geografia rimane la cosa più importante e la contiguità tra Russia e Germania fa più paura alla tradizione aggressiva - e spesso senza scrupoli - dei dem americani. Per quanto riguarda il Medioriente, per esempio, il prestigioso commentatore Giancarlo Elia Valori, su Formiche.net del 15.2.21, ha citato il «laureato a Princeton, Webster Griffin Tarpley: “The United States created the Islamic State and uses jihadists as its secret army to destabilize the Middle East” (22 febbraio 2015)». Sarà vero? Chissà…