• UTERO IN AFFITTO

Bruxelles: fiera del bimbo per gay, un abuso dell'umanità

Fiera del Bimbo in Belgio, il 7-8 novembre, per ricchi maschi gay che programmano figli "surrogati" sfogliando cataloghi di donne che forniscono uteri in affitto. I prezzi del "prodotto bambino" variano tra i 90 e i 150 mila dollari e comprendono servizi quali: accompagnamento psicologico, assistenza legale, fornitura di ovuli e anche sperma, madre surrogata, voli e hotel.

Nonostante la gravissima e incontrollata pestilenza da Covid e moria umana che sta colpendo il Belgio, con una crescita di oltre il 50% di affetti gravi per la pandemia e il collasso delle strutture sanitarie, a Bruxelles si terrà anche quest’anno (7-8 novembre) un'affollatissima Fiera del Bimbo (online, vista la situazione eccezionale): "MenHavingBabies", ovvero gli uomini che hanno bambini.

Dopo la "Fiera" organizzata in Francia lo scorso mese, un’altra tappa verso la promozione della schiavitù femminile e infantile in Europa. Lo scorso anno la Fiera si svolse il 21-22 settembre ed ebbe così tanto successo di partecipazione e compassionevole attenzione dei mass media che si propose di aggiornare la legislazione del paese in materia di maternità surrogata. Tuttavia, vista la lunga assenza di un governo legittimato, non se ne fece nulla. In Belgio la maternità surrogata commerciale si trova in una zona grigia mentre quella cosiddetta "altruistica" è consentita. Anche se tutti i partiti politici in Belgio si dicono contrari alla maternità surrogata commerciale, finché non esisterà una legge ufficiale che le vieti esplicitamente, conferenze internazionali come Men Having Babies si potranno continuare ad ospitare sul territorio belga. I prezzi del ‘"prodotto bambino", a seconda della qualità di ovuli, sperma, sesso, salute e nazionalità della madre gestante o naturale, non sono variati di molto: anche quest’anno i costi (tutto incluso) variano tra i 90 mila e i 150 mila dollari. Si acquista a “pacchetti”, che comprendono una serie di servizi: accompagnamento psicologico, assistenza legale, fornitura di ovuli e anche sperma (se necessario), madre surrogata, voli e hotel nei paesi individuati dove si decide di far partorire la donna e così via.

Gli organizzatori della "Fiera del Bimbo" di Bruxelles, una vera e propria catena di aziende per la produzione di bambini per tutti i gusti, i colori, le coppie e i desideri di ogni età e appetito, si stanno “adattando alle nuove linee guida per la salute pubblica, continuando a sostenere i genitori gay in tutto il mondo”.

Nei mesi scorsi alla Fiera del Bimbo di Taipei, date le condizioni favorevoli del paese, “abbiamo portato avanti un modello ibrido: la maggior parte delle presentazioni sono state fatte di persona, mentre gli oratori americani parteciperanno perlopiù a distanza tramite un collegamento video di alta qualità”. A Bruxelles (7-8 novembre) e Tel Aviv (2-3 dicembre) il programma offrirà conferenze virtuali e una vera e propria Fiera da remoto, attraverso una piattaforma già “utilizzata con successo negli eventi americani di luglio scorso” (qui l’immagine della Fiera virtuale e visita agli stand). Tra i relatori, perlopiù americani e canadesi, oltre a titolari di cliniche e medici specializzati, trovi una lunga serie di esperti finanziari, psicologi, testimonial di ogni genere provenienti da ogni paese del mondo. La Fiera, dopotutto, è organizzata per ricchi maschi gay che programmano figli "surrogati" sfogliando cataloghi di donne che forniscono uteri in affitto, ovuli "performanti". Donne che, anche in soli 5 minuti, possono essere certificate/abilitate a diventare madri surrogate e ,così, mettersi sul grande mercato web delle schiave.

La Fiera degli Uomini che hanno Bambini di Bruxelles, così come le altre di questa natura, non sono per tutti: sia chiaro che sono solo per coppie gay desiderose di comprarsi uno o più bambini. “Il programma comprende sessioni interattive con esperti medici, legali e finanziari, oltre a consigli pratici specificamente adatti agli uomini gay europei, e anche sessioni con informazioni specifiche per ogni paese. Inoltre, si offre una guida sull'utilizzo delle risorse online, workshop mensili e gruppi di supporto per i nostri soci, e nuove opportunità di risparmio significativo sui costi associati al processo di maternità surrogata”.

Siamo di fronte alla ripresa su larga scala della schiavitù di donne e bambini, alla palese violazione di ogni aspetto della dignità umana. Il riaffacciarci della schiavitù di bambini e donne, seppur pelosamente coperto da un sentimentalismo pro gay, non dovrebbe scandalizzarci, farci vergognare, spronarci alla ribellione? No, anzi si moltiplicano scritti "scientifici", saggi e riviste che giustificano, apprezzano, esaltano l’eticità della maternità surrogata, nel tentativo chiarissimo di promuoverne una progressiva liberalizzazione e legalizzazione.

Attenzione, prepariamoci alla resistenza umana perché a Bruxelles non solo si trovano le silenti sedi istituzionali europee, ma anche il Governo del Regno del Belgio, il cui vice primo ministro neo nominato è "Petra" De Sutter, primo ministro transgender della storia europea e già determinatissimo promotore della liberalizzazione/legalizzazione della maternità surrogata per i 47 Paesi del Consiglio d'Europa (COE). Nel 2016 il COE rigettò ogni forma di maternità surrogata, tutto ora pare volga al peggio.