a cura di Anna Bono
  • Né emigranti né profughi

Centinaia di extracomunitari irregolari sbarcano in Italia in poche ore

In meno di 24 ore, tra il 22 e il 23 luglio, su una trentina di imbarcazioni sono arrivate a Lampedusa almeno 550 persone. L’unico hotspot, la struttura di prima accoglienza in cui si identificano e registrano i nuovi arrivati, ne può ospitare al massimo 95, ma adesso ce ne sono oltre 600 e 280 erano stati trasferiti a Porto Empedocle su disposizione della prefettura di Agrigento, per decongestionare il centro al collasso. Il leader della Lega Matteo Salvini in visita all’hotspot di Lampedusa il 23 luglio ha commentato: “questa non è immigrazione, ma caos. Ho trovato quasi 800 persone, ovunque: sui tetti, a terra. Poche donne, pochi bambini e tutti gli altri belli e forti. No, questa non è immigrazione umanitaria, ma business. E questo governo è complice degli scafisti”. In effetti parlare di immigrazione e migranti a proposito delle persone che sbarcano in Italia prive di documenti è evidentemente improprio dal momento che praticamente tutti dichiarano di essere profughi, non emigranti economici, e questo su consiglio di chi li prende in carico: in quanto profughi, intenzionati a chiedere asilo, non possono infatti essere respinti. D’altra parte mese dopo mese, anno dopo anno, l’esito delle richieste di asilo rivela che le persone a cui viene conferito lo status giuridico di rifugiato sono al massimo il 10 per cento dei richiedenti. Circa la stessa percentuale di persone ottengono il permesso di soggiornare in Italia anche se non risultano profughi perché viene loro riconosciuta “protezione sussidiaria”, ritenendo che se rimpatriati potrebbero correre dei pericoli. Né emigranti, né profughi, senza documenti: resta certo della loro identità il fatto che sono extracomunitari che aggirano le leggi internazionali per entrare in Italia con l’aiuto di organizzazioni di contrabbandieri di uomini. In seguito, in conferenza stampa Matteo Salvini ha dichirato: “c’è un governo che sta ammazzando la Sicilia (…). È l’anno più difficile dal dopoguerra per il turismo, spalancare i porti ed essere sui Tg di tutto il mondo come il campo profughi d’Europa è una roba criminale”.