• Cortocircuiti

Contro la legge inglese sui trans ecco le femministe che si credono maschi

Il Parlamento inglese sta vagliando una proposta di legge che permetterebbe di “cambiare” sesso senza operazione chirurgica e senza un periodo di “prova” nel “nuovo” sesso. Per protesta due femministe, Amy Desir, 30 anni, e la sua amica Hannah, 39, si sono recate nella piscina di Dulwich a sud di Londra nel giorno dedicato solo al nuoto maschile.

Per prima cosa si sono cambiate negli spogliatoi maschili e i responsabili della piscina non hanno battuto ciglio perché «ogni cliente è libero di usare gli spogliatoi che ritiene necessari. Facciamo del nostro meglio per evitare i pregiudizi». Poi indossando boxer maschili e a petto nudo si sono tuffate in piscina. Dopo un po’ un signore anziano ha fatto loro osservare che quello era il giorno riservato agli uomini, al che Amy ha replicato: «Ma io sono un uomo!».

«Lo abbiamo fatto per sottolineare la ridicola e pericolosa deriva verso l’autoidentificazione — hanno spiegato le due protagoniste del gesto — Chiaramente non siamo uomini, ma semplicemente dicendo di esserlo siamo state autorizzate a partecipare ad attività riservate ai maschi».

Amy ha anche lanciato la campagna #ManFriday in cui si invitano le donne ad essere “uomini” il venerdì di ogni settimana e di indossare una maglietta con su scritto “Sono un uomo (almeno per oggi)”.

La battaglia delle femministe contro le finte donne è sintomatica, perché se anche le lobby della rivoluzione sessuale si accorgono del ridicolo dell’ideologia gender vuol proprio dire la misura è davvero colma.

http://www.corriere.it/esteri/18_marzo_19/sono-uomo-solo-oggi-londra-scontro-legge-autodefinirsi-d5ae0a54-2bc1-11e8-9539-b2aedf27df10.shtml