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Ddl Omofobia, nuovo testo secondo le peggiori previsioni

Dopo una giornata convulsa presentata in serata alla Commissione Giustizia della Camera la proposta di testo unificato su omofobia e transfobia. Confermate le misure liberticide: carcere o lavori sociali nelle associazioni gay per i presunti "omofobi"; piano strategico nazionale e giornata nazionale contro omofobia, transfobia, bifobia e transfobia per completare l'opera di indottrinamento. La Lega annuncia opposizione dura, ma Forza Italia potrebbe trovare un accordo con il PD a sostegno della legge.
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Al termine di una giornata convulsa, dopo l’ennesimo rinvio che a qualcuno aveva già fatto pensare a uno stop, alla fine la proposta di testo unificato su omofobia e transfobia è stato presentato in Commissione Giustizia della Camera. Si chiama “Misure di prevenzione e contrasto della violenza e della discriminazione per motivi legati al sesso, al genere, all’orientamento sessuale e all’identità di genere”. Il testo unificato, come noto, pretende di essere una sintesi di cinque progetti di legge in materia depositati nei giorni scorsi. Come ci si attendeva, vengono confermate le anticipazioni dei giorni scorsi, già analizzate dalla Bussola (clicca qui).

Una legge dunque pericolosa perché, in un contesto di già forte pressione sul tema dell’omofobia, introduce un vero e proprio reato di opinione – con pene detentive o da scontare con lavori sociali presso associazioni gay - mentre rende inevitabile una vera e propria opera di indottrinamento sia attraverso un piano strategico nazionale con rinnovo triennale sia attraverso l’istituzione di una giornata nazionale contro l’omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia, il 17 maggio.

La giornata, dicevamo, è stata convulsa: il deputato Zan, principale relatore del progetto, aveva annunciato una conferenza stampa di presentazione del testo per le 18, ma la riunione della Commissione, iniziata alle 13 si è rivelata più accidentata del previsto e a metà pomeriggio è stata annullata la conferenza stampa. Merito soprattutto dell’onorevole Alessandro Pagano (Lega) che con un intervento fiume (un’ora e venti minuti) ha contribuito ad allungare i lavori della Commissione impedendo il deposito del testo unificato entro l’ora prevista. Peraltro il dibattito in Commissione si è svolto paradossalmente in assenza di testo, un confronto perciò più che altro sulle premesse del disegno di legge e sulle indicazioni di massima già conosciute.

In particolare, spiega alla Bussola il deputato Pagano, «ci sono due bugie alla radice di questo tentativo di introdurre una nuova fattispecie di reato: la presunta esistenza di un vuoto normativo e quella di una emergenza sociale legata alle violenze contro le persone omosessuali e transessuali». In realtà, si tratta di pretesti «per introdurre leggi liberticide», prosegue Pagano: le leggi che puniscono la violenza contro le persone esistono già e sono efficaci, introdurre le misure volute dal testo in discussione «significherebbe creare una vera e propria tutela rafforzata verso persone che avrebbero più diritti rispetto agli altri».

Secondo il deputato Pagano, la sua è anche la posizione della Lega che quindi chiede «che si fermi l’iter di questa legge, che costituisce un attacco alle libertà costituzionalmente garantite, e che si promuova un dibattito ampio su questo tema e non solo in Parlamento, perché una norma così divisiva e discriminatoria non può passare così». Vedremo se alla prova dei fatti andrà veramente così.

L’annullamento della conferenza stampa del deputato Zan aveva fatto ritenere alcuni che ci potesse essere un ulteriore rinvio del deposito del testo, ma così non è stato: PD e 5Stelle sono stati determinati ad andare avanti e il testo è stato presentato in serata alla ripresa dei lavori. Sono insistenti anche le voci secondo cui il PD starebbe trovando un accordo per avere il sostegno di Forza Italia, che spaccherebbe così l’opposizione di centro-destra (ieri nessun forzista era presente in Commissione): del resto una delle 5 proposte confluite nel testo unico è firmata dalla senatrice forzista Bartolozzi, diventata famosa nei giorni scorsi per lo scontro che è costato l’espulsione dall’aula di Vittorio Sgarbi.
Si vedrà la prossima settimana quando saranno presentati anche gli emendamenti.