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Governo Conte "duro" solo a parole sull'immigrazione

Immigrazione, un abisso fra le parole e i fatti: il governo, per bocca di Conte e della Lamorgese, lancia proclami di rinnovata durezza, ma al tempo stesso permette che gli sbarchi continuino indisturbati. Gravi i rischi: un quarto di tutti i positivi al Covid si trova fra i 20.000 clandestini. E anche il pericolo di infiltrazioni jihadiste è concreto

Lampedusa

Nel boom dell’immigrazione illegale che ha visto sbarcare in Italia oltre 7mila clandestini solo nel mese di luglio e quasi 15mila dall’inizio dell’anno la notizia del giorno è costituita dalle incredibili dichiarazioni del premier Giuseppe Conte.

"Non possiamo tollerare che si entri in Italia in modo irregolare e che i risultati dei sacrifici compiuti per contenere la diffusione del Covid siano vanificati da migranti che tentano di sfuggire alla sorveglianza sanitaria. Dobbiamo essere duri e inflessibili". Parole che lasciano stupefatti in bocca a un politico che da presidente del Consiglio si è sempre adoperato fin dal governo giallo-verde, per far sbarcare migranti illegali dalle navi delle Ong e che da quando guida l’attuale esecutivo ha sempre incoraggiato in ogni modo l’immigrazione illegale con annunci e provvedimenti tutti tesi a incentivare i flussi illegali.

Dalle reiterate dichiarazioni per la revoca dei decreti sicurezza di Matteo Salvini, ai voti della maggioranza per processare l’ex ministro, alla legge sulle regolarizzazioni dei clandestini del ministro Bellanova fino a via libera agli sbarchi delle Ong e alla messa in opera di navi-quarantena in barba al decreto che lo stesso governo aveva emanato il 7 aprile chiudendo i porti a causa dell’emergenza sanitaria. Frasi vuote quindi, quelle di Conte così come le altre dichiarazioni rilasciate dai ministri negli ultimi giorni.

Il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, ha definito “inaccettabili” gli sbarchi dalla Tunisia che però sono continuati anche dopo la sua esternazione. Nessun respingimento è stato attuato, le motovedette continuano a sbarcare clandestini a Lampedusa e da ieri è pronta una seconda nave quarantena per a cogliere i clandestini. Se questa è la linea dura e inflessibile del governo….

Nell’esecutivo del resto la confusione è alle stelle. Il ministro degli Esteri, Luigi di Maio, minaccia Tunisi e sembra voler ripresentarsi come fiero nemico dell’immigrazione illegale anche se, dopo aver votato a favore del rinvio a giudizio di Matteo Salvini per aver “sequestrato” clandestini lasciandoli qualche giorno su navi militari o delle Ong, ogni esternazione su questo tema da parte di M5S scivola nel ridicolo, confermando la confusione mentale di quel movimento

Se Conte, Di Maio e Lamorgese fanno i “duri” (ma solo a chiacchiere), Nicola Zingaretti chiede invece che vengano stracciati gli accordi con la Libia il cui azzeramento farebbe cessare gli aiuti italiani alla Guardia costiera di Tripoli e riaprirebbe la rotta libica a nuovi massicci flussi, confermando che il PD continua sulla stessa strada che portò i suoi governi a far sbarcare sulle nostre coste oltre 700 mila clandestini dal 2013. Non a caso Graziano del Rio è tornato a proporre la cittadinanza per tutti in base allo ius culturae, giusto per incoraggiare nuovi sbarchi. Esclusa la “parentesi Minniti” il PD si conferma quindi coerente con la sua linea tesa a trasformare l’Italia nel bengodi per clandestini e delinquenti stranieri ma anche per la lobby dell’accoglienza rappresentata da enti e coop vicini alla Sinistra laica e cattolica.

Circa il rischio che gli immigrati illegali diffondano il Covid il ministro Boccia ha fatto sapere che il 75% dei positivi sono italiani: notizia rilevante perchè ci dice che un quarto sono stranieri entrati illegalmente. A ben guardare una differenza non irrilevante se consideriamo che gli italiani sono 60 milioni e gli stranieri entrati illegalmente da quando si è diffuso il virus circa 20mila contando anche quelli entrati dal confine orientale con la Slovenia. Con in più la differenza che gli italiani in genere rispettano la quarantena al contrario di moltissimi clandestini come dimostrano anche nelle ultime ore le fughe di massa, le proteste, gli incendi dei centri d’accoglienza e le aggressioni alle forze dell’ordine a cui ci hanno ormai abituato. 

Tra i clandestini potrebbero nascondersi anche jihadisti, non solo perché la Tunisia ha offerto un gran numero di volontari a Isis e al-Qaeda ma perché domenica un tunisino di 21 anni ha tentato di far deragliare un treno sugli appennini parmensi. L’azione, che poteva provocare una strage, è stata sventata dai carabinieri e lascia il dubbio dell’intento terroristico.

Per la cronaca solo nelle ultime ore si sono registrati altri centinaia di sbarcati a Lampedusa dove in oltre 700 sono dentro l’hot spot, la Regione Piemonte ha annunciato che non accoglierà più nessun clandestino, in 28 sono fuggiti da un centro di Ragusa, altre decine sono scappati dalla quarantena a Terni mentre a Udine i clandestini hanno incendiato oggetti e materassi nella caserma in cui sono ospitati perchè vogliono essere liberi di andarsene. In Sardegna sono sbarcati altri algerini e a Porto Empedocle è arrivata la nave Gnv Azzurra, sulla quale verrà effettuata la quarantena dei migranti che sbarcano nell'Agrigentino e che sostituirà la Moby Zaza il cui armatore ha deciso di non prorogare il contratto col Governo. Un traghetto con cabine e ristorante per accogliere clandestini e delinquenti a conferma di quanto siamo diventati “duri e inflessibili”, come ha detto ieri Conte.