a cura di Benedetta Frigerio
  • Islam

In Pakistan accusate di blasfemia due donne cristiane

 

Due infermiere cristiane sono state accusate di blasfemia il 9 aprile in Pakistan. Secondo quanto riportano le agenzie di stampa AsiaNews e Fides,  Mariam Lal e Navish Arooj sono state denunciate dal sovrintendente medico Mirza Mohammed Ali dell’ospedale civile di Faisalabad dove le due donne lavorano. L’accusa è di aver staccato e strappato da un armadio uno dei tanti adesivi con dei versi del Corano, diffusissimi nel paese. Rukhsana, la loro caposala,  l’8 aprile ha ordinato alle due donne di pulire la credenza e nel farlo una di loro ha anche tolto l’adesivo. Secondo una versione dei fatti la caposala sopraggiunta se lo è fatto consegnare mentre lo stavano nascondendo. Secondo un’altra versione Mariam lo ha consegnato spontaneamente alla caposala. Sta di fatto che il giorno successivo la caposala ne ha parlato con l’amministratore e con l’ispettore sanitario dell’ospedale e tutti e due hanno concluso che Mariam e Navish erano entrambe colpevoli di aver dissacrato il Corano e che andavano denunciate. Quando la notizia si è diffusa nell’ospedale, ci sono state reazioni scandalizzate tra il personale e un giovane musulmano, Muhammad Waqas, ha aggredito Mariam con un coltello ferendola a un braccio. Poi entrambe sono state prese in custodia da agenti di polizia. Come in altri casi, il più celebre quello di Asia Bibi, tensioni, rivalità e screzi tra colleghi di lavoro sono all’origine di questa ennesima accusa di blasfemia. Intervistato da AsiaNews, monsignor Idrias Rehmat, vescovo di Faisalabad, ha detto di aver suggerito al governo di modificare la legge sulla blasfemia, troppo severa e troppo spesso usata per scopi e interessi personali. Ha anche detto di aver parlato di questo nuovo caso con le alte cariche della polizia: “ci hanno assicurato che prenderanno a cuore il caso e che nessun innocente sarà punito, mentre cercheranno di fare il loro meglio nel calmare la città”. Gli integralisti islamici infatti approfittano di situazioni come queste e organizzano manifestazioni popolari di protesta. All’esterno dell’ospedale si è subito raccolta una folla inferocita ed è stato necessario l’intervento della polizia per contenerne la collera.