• EMMERICK

La beata che svelò di più su Andrea, Gesù e molto altro

La monaca agostiniana Anna Katharina Emmerick (1774-1824) ebbe in visione la vita di Cristo in maniera così precisa da destare lo stupore degli esperti: la mistica parlava di luoghi, oggetti, usanze, senza aver studiato né essersi mossa dal suo letto di malattia. Grazie a lei sappiamo di più di Andrea, Pietro etc. e persino quale sia la casa della Madonna a Efeso.

I genitori di Giuda avevano abitato per un certo periodo a Iscariot (o Keriot, secondo un’altra veggente, Maria Valtorta), per questo tutti chiamavano lui Iscariota. Ma chi erano questi genitori?

Sua madre era una cantante e ballerina, e da buona artista aveva avuto Giuda da un militare d’alto grado di Damasco. Non si sa se fosse già sposata o lo fosse lui, fatto sta che l’uomo ad un certo punto piantò in asso lei e il bambino. La ballerina, che si accompagnava con l’arpa e insegnava anche danza alle giovani, prese spunto dalla Scrittura e fece come la madre di Mosè: mise il frutto del peccato in una cesta che affidò alle acque del Giordano (che si trattasse di questo fiume non è specificato, ma è l’unica acqua “corrente” di Israele, gli altri sono laghi). Il bambino venne raccolto da una coppia benestante senza prole, che lo allevò e gli diede un’educazione di prim’ordine. Ma il soggetto era prematuramente infido, tant’è che si rese responsabile di una frode e finì cacciato di casa.

Tornò da sua madre, quella vera (evidentemente aveva saputo chi fosse), ma questa era adesso sposata con un pio ebreo che, venuto a conoscenza delle malefatte del figliastro, lo maledisse. Morti la madre e il patrigno, Giuda andò a stare in casa di uno zio. Aveva venticinque anni quando, il 24 ottobre dell’anno 30, incontrò per la prima volta Gesù.

Tutte queste informazioni vengono dalla b. Anna Katharina Emmerick (1774-1824), monaca agostiniana tedesca che passò quasi tutta la vita a letto malata. Nel 1812 ebbe le stimmate e la fama dei suoi fenomeni mistici (locuzioni, estasi, profezie…) dilagò, incuriosendo il poeta romantico Clemens Brentano che nel 1818 andò a trovarla. L’uomo rimase così impressionato (la Emmerick lo aspettava perché sapeva che sarebbe venuto) che non volle più staccarsi da lei. Per anni rimase accanto al suo capezzale ad annotare quel che lei diceva.

E quel che lei diceva era la vita di Cristo, descritta giorno per giorno in base a visioni quotidiane. Le quali erano così precise da destare lo stupore degli esperti: la veggente parlava di luoghi, oggetti, usanze, nomi che una senza studi e mai mossasi dal letto non poteva conoscere. Addirittura, seguendo le sue indicazioni venne ritrovata la casa in cui la Madonna visse a Efeso.

Dagli appunti di Brentano uscirono diversi volumi di rivelazioni. Il pittore francese J. Tissot, seguendo le minuziosissime descrizioni della mistica tedesca, eseguì moltissimi dipinti (la Emmerick descriveva con precisione millimetrica anche le fisionomie dei vari personaggi). Dagli scritti di Brentano sono stati estrapolati quelli riguardanti i personaggi principali del Nuovo Testamento e ne è uscito Dramatis personae. I personaggi del dramma che ha cambiato la storia dell’umanità (Estrella de Oriente, pp. 192, €. 21), da cui abbiamo tratto la descrizione su riportata di Giuda (nel libro ci sono anche le illustrazioni di Tissot). Del quale la Emmerick ci dice che, a differenza degli altri Apostoli, non fece mai alcun miracolo, cosa che incrementò il suo livore.

Apprendiamo, anche, che Andrea era più vecchio di sei anni di suo fratello Pietro, che Tommaso era detto Didimo perché aveva un gemello che si chiamava Taddeo e che divenne anche lui discepolo del Cristo. Che Gesù percorse anche luoghi non narrati nei Vangeli. Che Matteo fu martirizzato in Etiopia con un’alabarda. Che Bartolomeo si chiamava in realtà Neftali e discendeva da Tholmai, re di Gessur, la cui figlia Maaca era stata moglie di Davide e madre di Assalonne. Eccetera.