• L'ANTIDOTO

L'ANGELO DELLE CARCERI

La marchesa Giulia Colbert Falletti di Barolo (1785-1864), benefattrice delle detenute, fu perseguitata dal governo piemontese. Ma riuscì a creare il primo sistema carcerario moderno.

Giulia di Barolo

Vincenzo Gioberti aveva dedicato il suo Primato degli italiani a Silvio Pellico. Ma quando avviò la critica contro i gesuiti con Il gesuita moderno, quest’ultimo gli scrisse una letteraccia. Finì, però, che il governo piemontese espulse i gesuiti. Ora, il Pellico era segretario della marchesa Giulia Colbert Falletti di Barolo, l’«angelo delle carceri» piemontesi. Una notte il fratello del Pellico, Francesco (che era provinciale gesuita) e il generale dei gesuiti Lolli furono ospitati a palazzo Barolo. Una sola notte, ma bastò per manifestazioni di piazza in cui la marchesa venne accusata di nascondere gesuiti in casa sua. Lei pubblicò una secca smentita sulla stampa ma il suo palazzo fu egualmente perquisito dai militari.

In effetti
, le Dame del Sacro Cuore, dette spregiativamente «gesuitesse», erano state introdotte nel regno ai tempi di Carlo Felice proprio su richiesta dei marchesi di Barolo. Ed erano state anche loro espulse. Lo stesso Pellico rimase indignato del fatto che la sua patrona venisse trascinata in tribunale con l’accusa di rapire le ragazze e tenerle chiuse nei suoi istituti di correzione. Giulia, vandeana e discendente del famoso ministro Colbert, fu fatta oggetto di ingiurie e minacce di morte, mentre gruppi di facinorosi andavano a tumultuare alle porte delle carceri femminili a lei affidate. Molti consigliarono la marchesa di lasciare il Piemonte. Ma lei rimase. Anzi, ingaggiò col governo un contenzioso legale che alla fine la vide vincitrice.

Grazie a lei, infatti, il Piemonte, per primo al mondo, aveva separato le carceri femminili da quelle maschili e avviato misure di recupero per le detenute che divennero un modello. Si tenga presente, per esempio, che la giovane marchesa aveva preteso e ottenuto di discutere direttamente con le condannate il nuovo regolamento carcerario da lei ideato.