• PARITARIE IN PIAZZA

Libertà di educazione, è ora di farsi sentire

Il 13 aprile si è tenuta la marcia "Andemm al Domm". Mentre il governo aumenta le tasse, Bologna vuole abrogare i contributi e Torino li blocca, si crea un movimento pro-libertà di educazione che supera i limiti meneghini.

Andemm al domm

A Bologna è stato indetto un referendum per tagliare i fondi destinati alle scuole paritarie, a Torino il Comune ritarda i pagamenti con mille espedienti. L'anno scorso, con la vicenda dell'Imu imposto al non profit, avevano già ricevuto un avvertimento. E questo ha l'idea di essere solo l'inizio, perché sulla spinta grillina - c'è il progetto di trasferire tutti i contributi per le paritarie alle scuole statali - ci si può solo aspettare che dopo Bologna e Torino siano altre i comuni a seguire la stessa strada. Ed è in questo clima di guerra alla scuola paritaria che quest'anno si svolge a Milano l'«Andemm al Domm»: oggi, famiglie e insegnanti delle scuole paritarie sfileranno nelle vie del capoluogo fino al Duomo, dove ci sarà l'incontro con il cardinale Angelo Scola. Sono attese 30mila persone, ma la grossa novità di quest'anno è che ha aderito alla marcia anche l'Age - Associazione genitori - che raccoglie i genitori che mandano i figli alla scuola statale. Del senso della battaglia delle scuole paritarie La Nuova Bussola Quotidiana ne parla con Suor Anna Monia Alfieri, presidente regionale per la Lombardia della Fidae, Federazione Istituti di Attività Educative.

Qual è la ragione di tanta ostilità verso la scuola paritaria?
Il problema non credo sia politico. A lungo ormai si è sedimentata – ahimè – nelle menti di moltissimi italiani l'idea che il problema sia intrinseco agli istituti di formazione e alle scuole in generale. Ho cercato di ribaltare la cosa: il diritto all'educazione non è un diritto della scuola, ma delle famiglie. E della loro libertà di scelta.

Ci spieghi meglio.
Fino a pochi anni fa l'Italia si trovava nella posizione estrema di essere precursore delle politiche dell'Unione Europea, che è infatti a favore della libertà di scelta della famiglia e della pluralità educativa. L'Europa ha quasi copiato i due articoli della Costituzione italiana in merito alla libertà d'educazione. Sono paritetici. Ma in Italia si sono poi sedimentate false ideologie, specialmente dopo la legge Berlinguer che – pur essendo positiva sotto diversi punti di vista –  di fatto dà allo Stato la gestione – e non solo il controllo – della scuola pubblica. Si è di fatto creato un binomio Stato-privati che prima non esisteva. Il secondo grande limite di questa legge è che poneva la sede del diritto nell'istituzione scolastica, quand'esso è della persona. La libertà di scelta va tutelata secondo i principi della Costituzione italiana, garantendo alla famiglia un pluralismo educativo e qualificato. Se lo Stato decidesse di delegare a terzi la gestione della scuola e si occupasse solo di controllarla, risparmierebbe moltissimo e rispetterebbe una sacra libertà costituzionale.

Quindi, non esiste un bipolarismo statale/paritaria?
No. Noi siamo per la scuola statale, non contro. E siamo per il risparmio. Le scuole paritarie fanno risparmiare, ma lo Stato le ipertassa. Distrugge il welfare per mantenere gli sprechi. E anche collassando il sistema di educazione paritaria, lo Stato non ha i fondi necessari per assorbire gli studenti in sovrannumero. Le scuole statali non comprendono questa problematica, e le capisco, poiché anche loro sono maltrattate, specialmente a causa dei ritardi dei contributi della Pubblica Amministrazione. L'Italia spende tantissimo per studente pro-capite, ma spende male. È più efficace, oltre che maggiore, la spesa per l'educazione di uno stato come la Grecia. Non vogliamo essere strumentalizzati né privilegiati, ma teniamo alla libertà di scelta della famiglia. La famiglia è sacra e, se ha il dovere di educare, ha anche il diritto di scegliere. Il diritto ha sempre come rovescio un dovere. In Italia si è creata sussidiarietà al contrario: è la famiglia ad aiutare lo Stato.

”Andemm Al Domm" è un'iniziativa meneghina. A quando una marcia nazionale?
Le abbiamo in progetto. Monsignor Crociata, segretario generale della Cei, ha indetto una marcia in San Giovanni in Laterano, a Roma, per il 2014, invitando tutta l'Italia. Ci stiamo lavorando, e aspettiamo bambini, insegnanti e famiglie. Perché la laicità dello Stato non è un problema delle suore o dei preti, ma della famiglia in quanto tale.