• CAPOLAVORO DELLA REDENZIONE

Madre Immacolata

Gentile redazione,
dopo gli ultimi terribili attacchi sferrati verso la nostra Celeste Madre, avevo a cuore di ricordare la grandezza della Vergine Maria, che noi cristiani, in quanto suoi figli, amiamo e dobbiamo difendere...

“Conservate nei riguardi dell'Immacolata la più viva ammirazione. Non abbiate mai timore di esaltare troppo Colei che risplenderà nell'eternità come il capolavoro di Dio, la più meravigliosa creatura, lo specchio più radioso delle perfezioni divine”. Così il Venerabile Pio XII ci invita ad amare e venerare “Colei che è simbolo di ogni purezza”.

La Vergine Maria infatti fu predestinata da Dio fin dall’eternità quale Madre del Verbo Incarnato e preservata dal peccato originale per opera del Perfettissimo Redentore. Ella rappresenta il capolavoro della Redenzione operata da Cristo, per i cui meriti fu redenta in grado più eccellente, cioè prima della Concezione.

L'eterno Padre la rese immune dal peccato di Adamo perché la destinava come Madre del Suo Unigenito. Come afferma san Bernardino da Siena: "Prima di ogni creatura fosti preordinata nella mente di Dio perché tu generassi lo stesso uomo Dio”.

La Vergine Maria fu scelta da Dio “Come un giglio fra i rovi” (Ct 2,2) per compiere meraviglie. Ella accettò pienamente con il suo “fiat” la Volontà di Dio all’annuncio dell’Arcangelo Gabriele e vi restò fedele sempre anche sotto la Croce, quando sul Calvario, coronamento dell’intera missione salvifica dolorosissima svolta da Gesù Redentore universale e da Maria Corredentrice universale, Ella fu crocifissa nel suo Cuore con il Figlio.

Proprio dalla Croce, altare della nuova alleanza, Gesù proclamò la Maternità universale di Maria Santissima nei nostri riguardi, presentandogli san Giovanni evangelista quale figlio, rappresentante di tutta l'umanità.

Ai piedi della Croce la Santa Vergine rinnovò il suo “fiat”, vedendo e soffrendo l’intera realtà terrificante di tutti i nostri peccati, per i quali Ella si è offerta, unita al Figlio Redentore come Corredentrice d’amore e di dolore.

Dice Sant'Agostino: "Il mondo era indegno di ricevere il Figlio di Dio direttamente dalle mani del Padre; egli lo ha donato a Maria, perché il mondo lo ricevesse da lei". Dall'Incarnazione, punto centrale della storia della salvezza, fino alla Crocifissione, coronamento della Redenzione operata da Cristo, la Vergine Immacolata dà il proprio consenso, restaurando la nostra vita soprannaturale, ridandoci la “letizia” della filiazione divina, della vita di grazia, della riapertura della “porta” del Paradiso. Ella infatti, tra i tanti titoli che le sono attribuiti, è ricordata quale “Causa della nostra letizia” e “Porta del Cielo”.

Quanto è sublime l’opera che Dio ha compiuto in Maria Santissima!

Noi uomini non possiamo che balbettare di fronte a tale magnificenza, ricordandoci di lodare e onorare con tutto il cuore Colei che ci è stata donata come nostra Madre Celeste.

“De Maria numquam satis”, Maria non può essere mai abbastanza lodata, afferma san Bernardo.

Riflettiamo con san Giovanni Damasceno: “Esserti devoti, o Vergine Santa, è un'arma di salvezza che Dio ci dà perché ci vuole salvi!”.

Maria Bigazzi