a cura di Benedetta Frigerio
  • Induismo

Monsignor Machado contro l’intolleranza in India

 

Accogliendo le richieste di un gruppo di induisti, il 3 marzo la polizia ha rimosso dal cimitero di Mahima Betta del villaggio di Doddasagarahalli una grande statua di Gesù. Con altre più piccole, la statua si ergeva nella parte assegnata dallo stato di Karnataka, India, alla comunità cristiana. Gli induisti, arrivati al villaggio da poco, hanno diffuso la voce, del tutto falsa, che nel cimitero si svolgessero conversioni dall’induismo a cristianesimo. Tanto è bastato per convincere le autorità locali. Facendosi portavoce dei fedeli, monsignor Peter Machado, arcivescovo di Bangalore, ha chiesto che la statua venga rimessa al suo posto e che vengano presi provvedimenti severi contro chi ne ha deciso la rimozione. “Per i cristiani di Bangalore – dice in un comunicato monsignor Machado – è inaccettabile la rimozione forzata della statua del Signore Gesù dal cimitero che ci è stato assegnato in modo legale. Per i cristiani di Bangalore è inaccettabile la rimozione forzata della statua del Signore Gesù dal cimitero di Doddasagarahalli, che ci è stato assegnato in modo legale. Noi cristiani siamo profondamente scossi e condanniamo quest’azione violenta delle autorità locali. È un colpo all’armonia fra le comunità presenti nel nostro villaggio e una violazione della libertà religiosa garantita dalla Costituzione indiana. Se vi sono casi di conversione forzata, che il governo apra un’inchiesta e prenda provvedimenti. Ma interferire in modo non necessario nei principi e nelle pratiche religiose dei cristiani, lasciandosi condizionare dalle pressioni di alcuni gruppi, non garantisce credibilità al governo e alle autorità locali”. Il 7 marzo, in una nuova denuncia dei frequenti atti di intolleranza e violenza perpetrati dagli induisti contro i cristiani ha aggiunto: “Esiste uno schema malvagio negli incidenti che si sono verificati di recente, soprattutto perché essi osano profanare i luoghi di culto, i centri di pellegrinaggio e gli ospedali su un terreno sensibile come quello dell’accusa di conversione. È noto che migliaia di bambini studiano nei nostri istituti o vengono curati nei nostri ospedali, ma nessuno di essi viene convertito. A meno che il governo non adotti forti misure per fermare tali molestie contro la nostra comunità di minoranza, noi potremmo essere costretti a farne una grande questione in tema di risarcimenti davanti alle autorità pubbliche e costituzionali”.