a cura di Benedetta Frigerio
  • Jihad

Nuovo attacco terrorista in Burkina Faso

Domenica 16 febbraio degli uomini armati hanno attaccato Pansi, un villaggio del nord del Burkina Faso. Erano una ventina, raccontano i testimoni. Hanno ucciso 24 persone e ne hanno ferite 18. La strage è avvenuta nei pressi della chiesa protestante del villaggio nella quale in quel momento si stavano celebrando le funzioni domenicali. Secondo una ricostruzione dei fatti, i terroristi ha separato gli uomini dalle donne prima di iniziare a sparare. Secondo altre testimonianze, hanno identificato gli abitanti del villaggio e hanno lasciato andare i non residenti. Il sindaco del vicino comune di Boundoré, Sihanri Osangola Brigadie, ha raccontato ai mass media che i terroristi hanno razziato i negozi del villaggio rubando benzina e riso e hanno sequestrato tre ragazzi costringendoli ad aiutarli a trasportare il bottino. Un funzionario governativo ha spiegato che le vittime sono sia cristiane che musulmane e che prima di darsi alla fuga i terroristi hanno dato fuoco alla chiesa. Benché non siano stati identificati, il sospetto è che si tratti di jihadisti che seminano il terrore nella regione ormai da tempo. Il 10 febbraio a Sebba sono state rapite sette persone nella casa di un Pastore. Tre giorni dopo sono stati rinvenuti i corpi senza vita di cinque di loro, incluso il Pastore. Due donne invece si sono salvate. Sempre il 16 febbraio e ancora nel nord del paese, cinque militari sono morti a Banh, nella provincia di Loroum, allorchè il mezzo su cui viaggiavano è stato colpito da un ordigno esplosivo. Gli esperti sono preoccupati per il moltiplicarsi di attacchi jihadisti nel paese e anche in Niger e in Mali. In Niger nell’arco di una settimana sono stati compiuti due attacchi, il secondo dei quali messo a segno il 16 febbraio a un posto di polizia, ha causato la morte di un agente.