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Partite Iva abbandonate. Il governo uccide i veri produttori

Più di 5 milioni di autoimprenditori e Partite Iva sono abbandonati al proprio destino. Il Governo più a sinistra della storia repubblicana, investe il minimo per gli auto-imprenditori e le Partite IVA, in quarantena dallo scorso gennaio. Eppure è quello il vero tessuto produttivo del Paese, componente essenziale della comunità cattolica

Roberto Gualtieri

L’inadeguatezza della politica si misura proprio quando le cose non vanno per il verso giusto, nelle difficoltà si misura l’adeguatezza delle persone che guidano il vapore di un Paese. Ad oggi, dopo i mille decreti (ni) e le decisioni che si accavallano da dieci giorni creando ad arte incertezza ma anche necessità di nuove conferenze stampa e messaggi alla nazione in diretta televisiva, più di 5 milioni di autoimprenditori e professionisti con Partite Iva, sono abbandonati al proprio destino. Belle parole e nulla più, forse una mancetta a conferma dell’odio atavico che, sinistra e populisti vari, hanno accomunato da secoli contro la libertà del mercato e la iniziativa personale. Il Governo italiano scherza con fuoco o vuol veramente far terra bruciata dell’homo italicus ?

La Germania della tanto criticata cancelliera Merkel ha deciso di attivare un fondo per tutte le imprese di 500 Miliardi. l’Italia? Pochi spiccioli, forse 600 o mille euro per ogni Partita Iva. Parliamo del nulla.

Noi cattolici, seppur in pochi lo ricordiamo, siamo amanti del talento personale che rimane un Dono di Dio anche in questo XXI secolo. Basterà ricordare, non volendo citare la vita, le opere e le iniziative dei frati francescani medievali, il Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa soprattutto ai nn. 336, 337, 338 . Ovvero . “L'esperienza ci dimostra che la negazione di un tale diritto, o la sua limitazione in nome di una pretesa “eguaglianza” di tutti nella società riduce, o addirittura distrugge di fatto lo spirito d'iniziativa, cioè la soggettività creativa del cittadino…è sempre più evidente e determinante il ruolo del lavoro umano disciplinato e creativo e — quale parte essenziale di tale lavoro — delle capacità di iniziativa e di imprenditorialità…la principale risorsa dell'uomo insieme con la terra è l'uomo stesso. È la sua intelligenza che fa scoprire le potenzialità produttive della terra e le multiformi modalità con cui i bisogni umani possono essere soddisfatti…l'impresa svolge anche una funzione sociale, creando opportunità d'incontro, di collaborazione, di valorizzazione delle capacità delle persone coinvolte. Nell'impresa, pertanto, la dimensione economica è condizione per il raggiungimento di obiettivi non solo economici, ma anche sociali e morali, da perseguire congiuntamente”.

Non è necessario andar oltre e ricordare come, seppur con profili diversi, nei pontificati di Papa Benedetto XVI o di Papa Francesco sia mai venuta meno questa attenzione all’uomo e alla sua geniale creatività imprenditoriale. Non solo è un valore cristiano, l’autoimprenditorialità è un diritto costituzionale. Prendiamo atto che lo stesso articolo 41 della nostra Costituzione Italiana, tutt’ora vigente, riconosce che: "L'iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l'attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali". Il Governo italiano ad oggi ha dimenticato di prendere in considerazione la tragedia che vivono i cinque milioni (5.000.000) di titolari di partite IVA italiani.  Che la Repubblica italiana sia fondata sul lavoro non può e non deve essere interpretato alla luce del solo lavoratore dipendente, lavorano e per di più rischiano anche i 5 milioni di titolari di partite IVA, non solo i dipendenti della Fiat che peraltro possono andare in ferie forzate/pagate e cassaintegrazione, mentre i tanti ‘Brambilla’ non lo possono fare!

Questi poveri ‘christi’ che possono subire sino a 100 controlli all’anno, certamente non possono esser chiamati ‘evasori incalliti’ dalla propaganda nazional socialista che da sempre caratterizza la ‘vulgata contro l’auto-impresa personale’. Ebbene questa parte cruciale di popolazione che rischia in proprio e lo fa scommettendo il proprio talento, equivale al 23% degli occupati totali del nostro paese. Rinviare le tasse e i pagamenti, donare una mancetta a professionisti e Partite IVA del nord? Scusate, non ci vuole un genio per capire che nel nord le partite IVA non lavorano dalla metà di Gennaio e non certo possono essere sbeffeggiate con un ‘rimborso forfettario di Stato’ di 600/1000 euro. Tali decisioni del Governo centrale sarebbero un insulto al buon senso e un chiaro invito alla rivolta sociale. Una persona che ha aperto una micro impresa personale con 1000 euro al mese, forfettarie e una tantum del Governo, nemmeno  riesce a pagare le vari imposte e tasse chieste dal Governo. Parliamo del vuoto pneumatico.

L’Italia della genialità e della intrapresa del talento personale abita qui, dietro a questa dicitura (P. IVA) troppo spesso irrisa e accusata di ogni malefatta. La moria di Partite IVA residenti nel nord Italia, alla quale stiamo assistendo in queste settimane e alla quale assisteremo nei prossimi mesi, porterà ad un disastro ben difficilmente recuperabile nei prossimi anni. La chiusura di un'attività di auto impresa professionale o di servizi è una ‘smagliatura’ sociale ed una perdita secca di capitale umano nazionale e comunitario. Per questi signori ‘posticipare’ i pagamenti non ha nessun senso, dopo che da gennaio si sono via via visti annullare fiere, progetti, servizi per via delle decisioni di grandi committenti a seguito dei timori (prima) e della diffusione (poi) dell'epidemia. Questi signori, tipici frutti della plurisecolare ed unica razza dei popoli e delle tradizioni italiche, non arriveranno nemmeno a godere i frutti dei propri contributi versati all’INPS se saranno costretti a chiudere, dai silenzi omicidi del Governo. E’ comprensibile, non condivisibile, che si  agisca innanzitutto per preservare i lavoro dipendente, pubblico e privato con vari meccanismi in atto. Non è però accettabile nel nostro Paese dimenticare i soggetti più geniali e più deboli della intrapresa italiana. L’Italia ha speso sinora circa 3 miliardi per Alitalia e i suoi 20 mila dipendenti, ne ha spesi altrettanti per i 1250 dipendenti della Ilva di Taranto.

Ebbene questo bel Governo rosso-giallo-viola, il Governo più a sinistra della storia repubblicana, quanto prevede di investire per i 5 milioni di auto-imprenditori italiani e in particolare per le Partite IVA in ‘quarantena’ dallo scorso gennaio in tutto il Nord Italia? Non possiamo credere che veramente si vogliamo sbeffeggiare gli autoimprenditori italiani, stracciando in un sol colpo principi crisitani, tradizione italiane e Carta Costituzionale. Inoltre, anche il ‘gattino cieco’ ha visto la differenza tra il Signor Rossi di Varese  e il Dott. Luca di Gioiosa Ionica, non solo per il reddito dichiarato negli anni passati, anche per i diversi tempi di contagio e blocco di fatto delle attività economiche. Fingere che le P.IVA non esistano o, ancor peggio irriderle e sbeffeggiarle è contrario alla civiltà della nazione italiana. Lasciatemi dire, vista la passione del Governo Italiano per l’inglese Churchill, dimenticando il nostro Einaudi o De Gasperi, vogliamo ricordare quanto lo statista inglese diceva a proposito delle imprese: “Alcune persone vedono un'impresa privata come una tigre feroce da uccidere subito, altri come una mucca da mungere, pochissimi la vedono com'è in realtà: un robusto cavallo che traina un carro molto pesante.”

Il Governo italiano rischia non solo di far strage di milioni di ‘tigri’, ma anche di privarsi di tutte le mucche da latte in un sol colpo. Questo è un punto cruciale per la civiltà italiana, lo è per la comunità cristiana italiana. E’ un tema non negoziabile, sul quale non si ammettono né mancette, né balbettii, né finzioni. L’Europa blocchi subito e sospenda la follia del Green New Deal per tre anni, usi quei soldi per aiutare l’economia dei paesi colpiti dal virus, innanzitutto noi che siamo in trincea, siamo la trincea europea. Non serve la flessibilità sui debiti, da caricare sulle spalle dei nostri figli. Basta menzogne europee ed italiane, stavolta lasciamo le marmotte ed i castori senza aiuti e aiutiamo chi sta morendo al fronte, quei milioni di autoimprenditori senza i quali l’Italia sarebbe una povera italietta da circo.