a cura di Benedetta Frigerio
  • Nazionalismo indù

Proteste in India contro l’installazione di una statua di Gesù

In India si registra un ennesimo caso di intolleranza da parte degli integralisti indù nei confronti dei cristiani. Il 14 gennaio a Kanakapura, nello stato del Karnataka, centinaia di persone hanno protestato contro l’istallazione di una statua di Gesù in un terreno sulle colline di Kapala Betta donato da un esponente del partito Indian National Congress che già ha regalato lotti di terreno per la costruzione di scuole, ospedali e templi. La protesta è stata voluta dalle principali organizzazioni nazionaliste indù, incluso il partito di governo, il Bharatiya Janata Party che contestano l’atto di vendita del terreno che invece è stato acquisito legalmente. Kalladaka Prabhakar Bhat, leader del movimento induista Rashtirya Swayamsevak Sangh, durante la manifestazione ha detto: “non consentiremo attività di conversione né la costruzione di una statua di Cristo nelle colline di Kapala. Se proprio abbiamo bisogno di una statua, essa deve essere di Tilak, o Gandhi o delle migliaia di santi dell’India” (intendendo per “santi” le divinità indù). Parlando dell’accaduto con l’agenzia AsiaNews monsignor Peter Machado, arcivescovo di Bangalore, ha detto: “abbiamo chiesto al governo di non rendere la questione divisiva dal punto di vista religioso. Comprendiamo il sentimento della maggioranza indù. Siamo una minoranza, ma abbiamo il diritto il esistere. I cristiani vivono qui da centinaia di anni e la collina è usata per il cammino della Croce. Infatti la parola ‘Betta’ significa ‘calvario’. Ad ogni modo, non ne faremo una questione di fede. Oggi, nel nostro santuario celebriamo la festa di Gesù Bambino, e continuiamo a pregare e a lavorare per la pace”. Ha aggiunto che è intenzione della comunità cristiana risolvere la questione senza creare divisioni e risentimenti: “non è tanto importante avere una statua – ha detto – perché la devozione è a prescindere. Se la legge ci consentirà di averla, la costruiremo. Altrimenti non ci metteremo a combattere. Se dovesse essere eretta, sarà di sostegno alla fede. Noi preghiamo per tutti. Siamo cristiani, non discriminiamo e siamo al servizio di tutti, della comunità di maggioranza così come dei cristiani stessi”.