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Regno Unito: niente educazione di "genere"

Nel Regno Unito il governo blocca una riforma del Gender Recognition Act  che prevedeva l’autocertificazione relativa al sesso di appartenenza (self-id), senza bisogno di perizie psicologiche e intervento del giudice. Il 94% degli inglesi si era detto contrario a questa riforma.

Il transessuale giornalista Debbie Hayton ha scritto in proposito: ««aver cestinato il self-id è una vittoria per le donne transgender... Il self-id sarebbe stata una porta aperta per ogni maschio violento intenzionato ad accedere senza restrizioni agli spazi femminili. In Gran Bretagna i diritti delle persone trans non sono mai stati garantiti come oggi». Rimane il fatto che il transessualismo, anche quello supportato da perizie e sentenze dei giudici, rimane condizione moralmente disordinata.

Inoltre il Dipartimento inglese per l’Educazione ha vietato qualsiasi lezione di gender theory nelle scuole. Nelle nuove linee guida si legge: «non si possono rafforzare dannosi stereotipi di genere per esempio suggerendo che i bambini potrebbero appartenere a un genere diverso basandosi sulla loro personalità, sui loro interessi, sui vestiti che preferiscono indossare. I materiali utilizzati per la formazione su questi temi devono essere adeguati all’età degli studenti e basati su chiare evidenze. Non devono essere utilizzati materiali che suggeriscono che la non conformità agli stereotipi di genere è sinonimo di una diversa identità di genere, e non si deve ricorrere ad agenzie di formazione esterne o a organizzazioni che producono questo tipo di materiali. Gli insegnanti non devono far credere a un bambino che la non conformità agli stereotipi di genere significa che la sua personalità o il suo corpo sono sbagliati, e hanno bisogno di un cambiamento».