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"Riconciliazione": New York corteggia l'islamismo

Si è appena conclusa a New York la seconda conferenza internazionale “Riconciliazione culturale tra Usa e mondo islamico”. Presenti anche l'Ucoii e la Confederazione Islamica Italiana. New York finanzia lautamente progetti di organizzazioni musulmane, soprattutto Cair, Icna e Mas. Tutte e tre hanno legami con organizzazioni estremiste.

New York, il Centro Culturale Islamico

Si è appena conclusa a New York la seconda conferenza internazionale “Riconciliazione culturale tra Usa e mondo islamico” che si è svolta il 4 e 5 ottobre. Alla presenza di molti leader religiosi venuti da tutto il mondo islamico, tra cui rappresentanti dell’Ucoii e della Confederazione Islamica Italiana oltre che il Segretario generale della Lega Musulmana Mondiale, Mohammed Bin Abdulkarim Alissa, Charles Asher Small, Mohammed Matar Al Kaabi, direttore dell’Autorità generale degli affari e dei beni islamici di Abu Dhabi, Sheikh Shawky Allam, gran Mufti d’Egitto, Sheikh Abdallah Bin Mahfudh Ibn Bayyah, Presidente del Forum per la promozione della pace, e Yousef Bin Ahmad Al Othaimeen, segretario generale dell’Organizzazione per la Cooperazione islamica, l’iniziativa aveva come obiettivo “incoraggiare lo scambio interculturale positivo e favorevole; l’impegno tra il mondo musulmano e gli Stati Uniti come mezzo per raggiungere gli obiettivi condivisi di combattere l’estremismo violento, confutare la narrazione dell’odio e aprire la strada a una nuova fase di relazioni fra gli Stati Uniti e l’Islam basate sulla comprensione reciproca, sul rispetto e sulla fiducia”.

È stata avanzata anche l’ipotesi dell’istituzione di un centro internazionale per la comunicazione culturale negli Stati Uniti d’America, che “goda di piena indipendenza per promuovere la comunicazione culturale tra nazioni e popoli al fine di lanciare iniziative e programmi per la comprensione reciproca”. Eppure “scambio interculturale pacifico, rispetto e fiducia” difficilmente possono trovare corrispondenza con l’atteggiamento e le finalità della comunità musulmana del mondo e in particolare negli States. A fine estate il Consiglio della città di New York ha annunciato 250.000 dollari in sussidi concessi a quattordici organizzazioni della comunità musulmana che collaborano con la New York Immigration Coalition. Analizzando le prime tre organizzazioni della lista, difficilmente s’immagina che la “comprensione reciproca” rientri nelle priorità dei beneficiati. Si tratta di enti dichiaratamente legati all'estremismo islamico: il Consiglio sulle relazioni islamiche americane (CAIR), la Muslim American Society (MAS) e il Circolo islamico del Nord America (ICNA).

E sembra proprio che l'ICNA, in particolare, progetti di usare i soldi per nessun altro fine che non sia quello del proselitismo religioso. L'annuncio del contributo finanziario è stato fatto direttamente nella sede dell'ICNA in Jamaica, quartiere del Queens, dopo la jumu'ah la “preghiera del venerdì”. Erano presenti il giovane oratore del consiglio comunale, Corey Johnson, e il consigliere Daneek Miller, l'unico membro musulmano del consiglio. Il signor Daneek Miller non è estraneo al mondo dell’ICNA, proprio sul suo sito web pubblicizza una foto di sé mentre parla alla moschea del Circolo islamico del Nord America.

Il Consiglio sulle relazioni islamiche americane (CAIR) è dal 1993, anno della sua fondazione, che si presenta come un ente benevolo dedito ai diritti civili dei musulmani americani. Ma è più o meno dal 2013 che il governo degli Stati Uniti sa che il CAIR è stato fondato dal ramo palestinese della Fratellanza Musulmana: l’organizzazione terroristica Hamas. La prova della vera natura del CAIR, come strumento statunitense per la guerra politica e la raccolta di fondi per Hamas, è venuta alla luce dopo, fino al più grande processo di finanziamento del terrorismo nella storia della nazione: l’azione penale contro la Holy Land Foundation - la più grande organizzazione di beneficenza islamica . Nel 2009, i fondatori dell'organizzazione sono stati condannati a pene detentive tra i 15 e i 65 anni di carcere per “aver incanalato 12 milioni di dollari a Hamas”. 

Nel corso del processo, l'agente dell'FBI Laura Burns ha testimoniato e ha contribuito a spiegare le trascrizioni delle intercettazioni che hanno portato alla riunione organizzativa del CAIR tenutasi a Philadelphia nell'ottobre 1993. E in particolare ha presentato le prove che la missione del CAIR era di assistere Sister Samah, il nome in codice per i fondatori di Hamas. Ma nonostante la natura jihadista sia stata svelata, continuano a ricevere denaro. E la cosa è solo un riflesso della crescente influenza che il CAIR ha per la città di New York. Non è un dettaglio da poco che il presidente del CAIR nella Grande Mela, Zead Ramadan, sia solito fare donazioni ai vari politici del Partito Democratico di New York, incluso il sindaco Bill De Blasio. E Faiza Ali, che dirige l’ufficio del presidente del consiglio comunale di New York, Corey Johnson, precedentemente gestiva il CAIR –NY.

Quanto all’ICNA, nacque invece nel 1971, apparentemente come un'organizzazione “non etnica, non settaria”, con lo scopo di cercare “fondare il sistema islamico della vita come spiegato nel Corano”. In realtà abbiamo a che fare con il braccio americano del gruppo islamista pakistano Jamaat e-Islami (JI). Infatti, l'organizzazione internazionale dell'ICNA, Helping Hand for Relief and Development (HHRD), lavora a stretto contatto con JI direttamente in Pakistan. Nel 2017 HHRD ha lavorato apertamente con l'ala politica del gruppo terroristico omicida Lashkar-e-Taiba. L'ex vicepresidente dell'ICNA, Ashraf Uzzaman Khan, è stato condannato in absentia dal Bangladesh nel 2013 per far parte della “squadra della morte” di Al-Badr, - gruppo militante islamico che opera nella regione del Jammu Kashmir - sostenuta dal Pakistan, per aver assassinato personalmente sette professori e intellettuali. La letteratura radicale del fondatore del JI, Sayyid Abul 'Ala Maududi, è ripetutamente enfatizzata nel manuale dei membri dell'ICNA 2010 , che parla esplicitamente del vero obiettivo dell'ICNA: quello di creare uno stato islamico mondiale attraverso campagne di proselitismo. E allora non sorprende che il segretario generale dell'ICNA Muhammad Rahman abbia affermato che il contributo economico finanzierà “attività di coinvolgimento della comunità”, facendo riferimento al cosiddetto, e ormai famoso, “iftar in the Park”, e varie iniziative di preghiera all'aperto. Le associazioni islamiche vengono pagate per iniziative religiose che nascono con il mero scopo di fare proselitismo, sebbene la qual cosa sia una palese violazione della legge costituzionale.

Quanto alla MAS – la società musulmana americana -, abbiamo a che fare con il principale gruppo americano per la Fratellanza Musulmana. “Tutti sanno che MAS è la Fratellanza Musulmana”, disse Abdurrahman Alamoudi agli inquirenti federali nell’ambito di un processo del 2012 legato al terrorismo.  È così che mentre gli americani cercano di diventare amici della comunità musulmana, l’islam incassa denaro dimostrando di avere come unico scopo islamizzare il Nuovo Mondo, come il Vecchio.