• VERSO LA GIORNATA DELLA BUSSOLA

Ritrovare la speranza, grazie agli incontri della Bussola

Quella che segue è una testimonianza che mostra come sia possibile vivere la fedeltà nel matrimonio anche quando si verificano condizioni difficili, come l'abbandono da parte del coniuge. Ma è anche una testimonianza di come la Giornata della Bussola può essere uno strumento della Provvidenza. Tutto comincia infatti con la testimonianza alla Giornata della Bussola 2017 di Emanuele Scotti, presidente della Fraternità "Sposi per sempre".... 

L'intervento di Emanuele Scotti alla Giornata della Bussola 2017

Quella che segue è una testimonianza che mostra come sia possibile vivere la fedeltà nel matrimonio anche quando si verificano condizioni difficili, come l'abbandono da parte del coniuge. Ma è anche una testimonianza di come la Giornata della Bussola può essere uno strumento della Provvidenza. Tutto comincia infatti con la testimonianza alla Giornata della Bussola 2017 di Emanuele Scotti, presidente della Fraternità "Sposi per sempre". Una nostra sostenitrice scopre una realtà che non conosceva, e potrà così essere di aiuto a qualcuno che ne aveva bisogno....


Dopo ventidue anni di matrimonio e due figli, tre anni fa mio marito ha deciso di volere la separazione: non ce la faceva più, si sentiva svuotato, non più innamorato, poco realizzato. Addirittura metteva in discussione buona parte del percorso di vita insieme, arrivando a considerarlo come privo di sentimenti autentici.

Per me è stato un vero e proprio fulmine a ciel sereno; nemmeno la mia proposta di iniziare insieme un percorso di tipo religioso o psicologico, per poter salvare la nostra famiglia, è stata presa in considerazione. E neanche il dolore grandissimo dei nostri figli ha potuto scalfire minimamente la sua decisione (mia figlia in particolare, già sofferente di ansia, depressione e problemi di relazione si aggravò e perse l’anno scolastico).

Mi colpiva soprattutto, in quel periodo, il cambiamento dello sguardo di mio marito nei miei confronti, non più di tenerezza ma quasi di ostilità verso di me che non rappresentavo più niente per lui. Infatti, la sua attenzione era ormai focalizzata su un’altra persona.

L’impotenza, il dolore, la rabbia, le crisi nervose, la solitudine, la gelosia, le notti insonni, il pianto continuo, lo spaesamento nei confronti di una realtà nuova, la sensazione di essere più soltanto uno scarto, non più voluta né tantomeno amata dalla persona più vicina e importante della mia vita sono solo alcuni dei sentimenti negativi, terribili provati per molto tempo. Nonostante avessi i figli praticamente sempre con me, mi mancava continuamente mio marito ma soprattutto il matrimonio, la famiglia al completo.

In alcuni momenti ho considerato, come possibile soluzione, ciò che pensa la maggior parte delle persone separate: “rifarsi una vita” trovando un altro uomo. Ma questo pensiero non mi convinceva, non volevo davvero questo per me e per i miei figli, che guardavano a me come ad un porto sicuro, nonostante le mie crisi e la mia disperazione. No, non era quello che volevo, anche se la cosa avrebbe potuto aiutarmi a dimenticare il dolore per l’abbandono e sentirmi ancora apprezzata come donna.

Perciò come poter andare avanti con questa convinzione controcorrente, non capita e quasi derisa da chi mi sentiva parlare di fedeltà e di matrimonio come Sacramento indissolubile?

Un giorno una mia carissima zia, responsabile del Movimento per la Vita locale e profondamente credente, mi fece leggere due articoli tratti da questo quotidiano online, due testimonianze potenti di persone che vivono la separazione rimanendo fedeli al loro matrimonio. Ma allora, ho pensato, è possibile vivere così! Qualcuno stava già vivendo da separato il “per sempre” come Amore non ricambiato verso il proprio coniuge. Scoprii che gli autori degli articoli sopracitati fanno parte della Fraternità “Sposi per sempre”, nata nell’ambito del Progetto Misterogrande, sotto la guida spirituale di don Renzo Bonetti. Si tratta di un cammino di spiritualità rivolto a persone separate o divorziate che scelgono consapevolmente la fedeltà al matrimonio-sacramento e, con l’aiuto della Grazia divina, scelgono di vivere un amore “per sempre”, oltre la sfida del fallimento umano.

Una sera decisi di cercare su internet questa Fraternità, ho trovato un riferimento telefonico e ho chiamato per avere ulteriori informazioni e ho subito percepito un’accoglienza e una vicinanza di condivisione. Sono stata invitata a partecipare al convegno annuale dal 14 al 18 agosto u.s.. Sono stati cinque giorni intensi di ascolto, preghiera e convivialità, con persone meravigliose, giunte lì da tutta Italia, con la voglia di ritrovarsi e di crescere nella fede. Ho incontrato dei veri fratelli di età diverse, gioiosi nonostante il peso della croce che portano. Una sera, ad esempio, durante alcune testimonianze, quattro giovani uomini ci hanno resi partecipi dell’esperienza appena vissuta di vacanza insieme e con i loro figli, che pur non conoscendosi, hanno fatto subito amicizia vedendo il legame tra i loro papà. Ho visto uomini e donne che non si piangono addosso e sono fedeli non solo al coniuge ma soprattutto a Gesù Cristo, Colui che è fedele.

È così che ho deciso di voler anch’io diventare come loro perché ho trovato finalmente corrispondenza con quello che cercavo.

L’ultimo giorno del convegno, alla Santa Messa, abbiamo confermato i voti pronunciati il giorno del matrimonio ed è stata una commozione grande. Ora so di non essere più sola, voglio far parte di questo cammino, ci saranno momenti di incontro importanti per vivere con questi fratelli un progetto ambizioso: sperimentare l’Amore divino e amare come Lui ci ama.

Mons. Renzo Bonetti ed Emanuele Scotti, Presidente della Fraternità (sposo separato fedele), hanno scritto un testo dal titolo “È proprio tutto finito? Fedeltà all’amore oltre la separazione”, Ed. Porziuncola, che «…percorre un itinerario di formazione che dalla “morte” della separazione, riscoprendo il fondamento dell’identità sacramentale, arriva a trovare una pienezza di umanità in Cristo, anticipo delle nozze definitive» (Giuseppe Zenti, Vescovo di Verona).

In questi tempi in cui la fedeltà è così rara, incompresa e impopolare, gli autori ripropongono la bellezza e la grazia del matrimonio attraverso una strada percorribile dagli sposi cristiani, che vogliono “giocarsi la vita” sulla parola di Gesù, certi di non restare delusi. Il sacramento non cessa di essere fonte e mezzo di santificazione per gli sposi se uno dei due viene meno al patto.

«…e il separato fedele è segno, sacramento dell’amore di Gesù sposo che ama una Chiesa infedele, un’umanità che tradisce. Con la separazione non resta un vaso in frantumi che non contiene più nulla. Il vaso del patto tra l’uomo e la donna è fragile, è di creta, ma contiene tutto il dono dello Spirito Santo ricevuto nel giorno delle nozze, che conduce ancora ad amare oltre ogni misura. Separati da un coniuge, ma non separati da Gesù!» (da “È proprio tutto finito? Fedeltà all’amore oltre la separazione”).

- GIORNATA DELLA BUSSOLA, 21 OTTOBRE 2018 - IL PROGRAMMA