San Mauro

Fu uno dei discepoli più celebri di san Benedetto. In suo onore sorse in Francia, nel 1618, la Congregazione di San Mauro, i cui membri, detti «maurini», si distinsero per l’erudizione e diedero un grande contributo alla cultura storica e filologica, all'archeologia e allo studio della patristica. I fautori della Rivoluzione francese soppressero poi la congregazione, uccidendo i religiosi

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Assieme a san Placido, fu il discepolo più celebre di san Benedetto da Norcia (480-547). Le principali notizie su san Mauro si ritrovano nella vita del grande monaco e patrono d’Europa così come raccontata nel secondo libro dei Dialoghi di papa Gregorio Magno (540-604), che al principio dello scritto menziona come sue fonti quattro discepoli di Benedetto. Dai Dialoghi apprendiamo che suo padre era un nobile romano di nome Eutichio, che aveva affidato a Benedetto il figlio adolescente «e dotato di sante abitudini».

Mauro è citato in diversi passi del racconto di san Gregorio, il più noto dei quali è relativo all’obbedienza verso un ordine di Benedetto, che dalla sua cella gli aveva gridato di accorrere in soccorso di Placido caduto nel lago: il giovane corse immediatamente verso il confratello e, senza rendersene conto, entrò nel lago camminando sulle acque e riportò Placido a riva. Appena Mauro realizzò quello che aveva fatto, raccontò tutto a Benedetto, che attribuì il prodigio alla pronta obbedienza del discepolo, il quale da parte sua riteneva che il miracolo era accaduto solo grazie al comando del santo maestro. A risolvere la disputa di umiltà fu Placido: «Mentre venivo salvato dall’acqua - disse - io vedevo sopra il mio capo il mantello dell’abate e sentivo che era proprio lui stesso che mi tirava fuori».

Nel IX secolo l’abate Odone di Glanfeuil pubblicò una Vita di san Mauro, affermando di aver attinto al resoconto scritto da un discepolo di Benedetto di nome Fausto, secondo cui era stato Mauro a fondare il monastero di Glanfeuil, il primo esemplare benedettino della Gallia, dopo essere stato inviato Oltralpe dal maestro in compagnia di Fausto e altri dieci monaci. Il villaggio dove sorgeva l’abbazia, dissolta nel 1908, si chiamò poi San Mauro sulla Loira.

Tra le altre dedicazioni al santo rimaste nella storia va ricordato che nel 1618 era sorta la Congregazione di San Mauro, un istituto religioso benedettino che si diffuse rapidamente in tutta la Francia: i suoi membri, detti «maurini», si distinsero per l’erudizione e diedero un grande contributo alla cultura storica e filologica e allo studio della patristica. Nei monasteri maurini operarono monaci come Jean Mabillon, fondatore della paleografia, e Bernard de Montfaucon, considerato uno dei padri della moderna archeologia. La congregazione fu soppressa dai fautori della Rivoluzione francese e il suo ultimo superiore generale fu ucciso dai rivoluzionari, assieme ad altri 40 confratelli, il 2 settembre 1792 in una delle stragi di cristiani di quei giorni: stragi conseguenti alla decisione di molti religiosi di non prestare giuramento alla Costituzione civile del clero, con la quale i rivoluzionari intendevano assoggettare la Chiesa allo Stato, proseguendo nel loro tentativo di demolizione del cristianesimo.

Patrono di: calderai, carbonai, giardinieri, zoppi; invocato contro la gotta, i reumatismi e ogni situazione di pericolo e difficoltà

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