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Shimabara

Il 15 aprile 1638, dopo mesi di strenua resistenza, cadeva la fortezza di Shimabara, ultimo rifugio dei cristiani giapponesi.

Il 15 aprile 1638, dopo mesi di strenua resistenza, cadeva la fortezza di Shimabara, ultimo rifugio dei cristiani giapponesi. La persecuzione aveva raggiunto livelli inauditi e cinquantamila cristiani, in maggioranza contadini (con donne, vecchi e bambini), si erano ribellati. Inquadrati da circa seicento ronin (samurai rimasti senza padrone perché cristiani), si trincerarono nel castello in disuso di Hara e tennero testa a un esercito di duecentomila samurai armati fino ai denti, la più grande armata che il Giappone avesse mai visto. Poiché non riusciva a piegarli, lo Shogun offrì loro il perdono se si fossero arresi. Risposero che volevano solo la libertà religiosa. Erano guidati da un samurai di sedici anni, Amakusa Shiro. Ci vollero tre navi per caricare le loro teste mozze e inviarle allo Shogun.