• CALIFFO IN VIDEO E GLI ATTACCHI

Si rivede al-Baghdadi, vero o falso? Però dà morale

Si rifà vivo in un video il Califfo al-Baghdadi, che i russi sostenevano aver ucciso in un raid a Raqqa. Ma anche secondo il Site può essere un vecchio filmato. Che serve per l'audience interna dell'Isis. E a giudicare dagli ultimi attacchi sembra aver funzionato.

Quanto pesa sulla rivendicazione degli attacchi a Edmonton, Marsiglia e soprattutto della strage di Las Vegas il “ritorno” di Abu Bakr al-Baghdadi, leader del Califfato dato più volte per morto ma riapparso la scorsa settimana con un nuovo messaggio audio?

Difficile dare una risposta definitiva ma certo non sembra un caso che pochi giorni dopo la diffusione dell’ultimo proclama del leader dell’Isis siano stati rivendicati ben tre attacchi, anche se sulla vicenda di Las Vegas la paternità jihadista venga considerata al momento ben poco credibile.

“Morte, sconfitte e dolore non ci piegheranno e il nostro sangue versato a Mosul, Sirte e Raqqa sarà vendicato". Il messaggio di al-Baghdadi, è stato postato il 28 settembre su Telegram, non è datato e non contiene elementi credibili utili a dimostrare che è stato pronunciato dopo il 28 maggio, data in cui Mosca ritiene “probabile” che i suoi jet lo abbiano ucciso nei pressi di Raqqa

"L'America oggi sta perdendo la sua leadership. E’ un Paese fiacco e appesantito da immensi debiti”. Una crisi che rende l'America "candidata ad un collasso che trascinerà con se molti altri Stati". Frasi che sembrerebbero preludere a un attacco agli USA come quello di Las Vegas tenuto conto che questa città e il suo intenso traffico notturno erano già stati indicati dall’Isis come un bersaglio facile in un video diffuso l’anno scorso.

"L'Europa, l'America e la Russia che stanno vivendo in un clima di terrore temendo i colpi dei mujahiddin” ha detto inoltre al-Baghdadi chiedendo ai suoi uomini "pazienza e determinazione” ammonendo: “Guai a chi butta la sua arma”.

Rita Katz, direttore dell'organizzazione Site che monitora l'attività dei jihadisti sul web e che per prima ha dato la notizia del nuovo audio del califfo, non ritiene ci siano citazioni che consentano di datare con certezza quando il messaggio sia stato registrato. L'audio non aiuta quindi a determinare se il leader dell’Isis sia vivo.

Katz evidenzia come, citando la battaglia di Mosul, al-Baghdadi non abbia fatto alcun riferimento alla caduta della città in mano alle forze di Baghdad, avvenuta nel luglio scorso, quindi successivamente alla sua presunta uccisione annunciata da Mosca ma giudicata non probabile dalla Coalizione a guida statunitense.

Questo silenzio, scrive Katz può indicare "un plateale tentativo di tacere una sconfitta o un possibile indizio su quanto sia vecchio il discorso".    L'ultimo audio di al-Baghadi risale a inizio novembre scorso, quelli precedenti a dicembre 2015 e novembre del 2014.

La rivendicazione dello Stato Islamico della strage di Las Vegas e dell’uccisione di due ragazze alla stazione ferroviaria di Marsiglia potrebbe voler dimostrare l’efficacia del messaggio di al-Baghdadi.

Nel caso dell’atto terroristico in Francia non sorprende che l’Isis voglia attribuirsi la paternità dell’ennesima azione effettuata da un jihadista solitario che ha risposto al proclama lanciato nel 2014 da Mohammed al-Adnani (il responsabile della propaganda dell’Isis ucciso nell’agosto 2016 dai missili di un drone statunitense) che esortava a colpire gli infedeli in Occidente utilizzando qualsiasi arma impropria inclusi coltelli e veicoli.

Più difficile, nel caso della strage di Las Vegas, far passare per un terrorista islamico Stephen Paddock, 64enne bianco, accanito giocatore,  benestante pensionato e amante della musica country, pilota e proprietario di due aerei.

Amaq, l'agenzia di propaganda del Califfato, ha annunciato che l'esecutore della strage che ha provocato oltre 58 morti e più di 500 feriti “è un soldato dello Stato islamico che si era 'convertito all'Islam diversi mesi or sono” e che ha agito “rispondendo alla richiesta di colpire i Paesi della coalizione''.

Informazioni che non trovano conferme negli USA anche se il bersaglio scelto da Pollock é simile a quelli colpiti in più occasioni dai terroristi islamici che hanno colpito concerti e discoteche a Parigi, Manchester, Ansbach, Istanbul e Orlando.

Precedenti che potrebbero aver indotto il Califfato ad approfittare dell’occasione per rivendicare la strage di Las Vegas per mostrare che il Califfato, pur in rotta su fronti bellici in Iraq e Siria, è ancora in grado di colpire duro il nemico ed è ancora guidato dal suo leader e fondatore. Un messaggio che non punta certo a convincere gli occidentali ma che gli uomini del Califfato intendono rivolgere soprattutto alla loro audience, rappresentata dall’opinione pubblica islamica.