a cura di Benedetta Frigerio
  • Marocco

Un appello dei cristiani marocchini al Papa

 

 

 

In Marocco i cristiani, per lo più evangelici, sono una piccola minoranza: su 33,6 milioni abitanti, circa 380.000 battezzati pari all’1,1% della popolazione. Da anni Re Mohammed VI  promuove importanti iniziative a tutela delle minoranze religiose. Tra l’altro nel 2016 il Ministero della promozione e degli affari islamici ha organizzato una conferenza sui diritti delle minoranze religiose nei paesi islamici che ha visto la partecipazione di studiosi da 120 stati e di oltre 50 leader di altre religioni. Al termine dei lavori 250 partecipanti hanno sottoscritto una Dichiarazione sui diritti delle minoranze religiose nei paesi a maggioranza musulmana con cui si chiedeva di sviluppare un concetto inclusivo di cittadinanza nella giurisprudenza islamica e di avviare una revisione dei programmi educativi per eliminare ogni istigazione all’estremismo. Tuttavia i cristiani subiscono discriminazioni, violazioni della libertà religiosa e abusi. È quanto afferma il Comitato cristiano marocchino in una lettera aperta inviata a Papa Francesco nell’imminenza della sua visita al paese, prevista il 30 e 31 marzo, in cui si chiede alla Santa Sede di intervenire. Nella lettera, di cui l’agenzia Fides riporta alcuni passaggi, il Comitato accusa i servizi di sicurezza marocchini di “perseguitare i cristiani con continui arresti illegali” e casi di funzionari di polizia che “hanno arrestato, torturato, maltrattato e anche privato dei documenti di identità” delle persone, per avere proclamato la loro religione o aderito alle preghiere in chiese clandestine. Inoltre si dice che le autorità hanno espulso centinaia di stranieri accusati di proselitismo.