• SCHEGGE DI VANGELO

Una fede vicina

«È vero, Signore – disse la donna –, eppure i cagnolini mangiano le briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni». Mt 15,22-28

Ed ecco, una donna cananea, che veniva da quella regione, si mise a gridare: «Pietà di me, Signore, figlio di Davide! Mia figlia è molto tormentata da un demonio». Ma egli non le rivolse neppure una parola. Allora i suoi discepoli gli si avvicinarono e lo implorarono: «Esaudiscila, perché ci viene dietro gridando!». Egli rispose: «Non sono stato mandato se non alle pecore perdute della casa d’Israele». Ma quella si avvicinò e si prostrò dinanzi a lui, dicendo: «Signore, aiutami!». Ed egli rispose: «Non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini». «È vero, Signore – disse la donna –, eppure i cagnolini mangiano le briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni». Allora Gesù le replicò: «Donna, grande è la tua fede! Avvenga per te come desideri». E da quell’istante sua figlia fu guarita. Mt 15,22-28

Siamo colpiti dall’intensità delle espressioni di fede di alcuni stranieri nelle nostre città: musulmani e donne ‘badanti’ ortodosse o greco cattoliche. Li vediamo svolgere pratiche di fede con semplicità e immediatezza, come una cosa naturale che si innesta negli orari della giornata. Anche alcuni cristiani pregano con regolarità, proprietà, fervore. Un’urgenza pressante spinge a insistere nella domanda. Gesù sta davanti alla donna cananea e la esaudisce non per liberarsi di lei, come avrebbero fatto i discepoli; egli la sfida per far venire a galla tutto il suo bisogno che non è solo la guarigione della figlia, ma la sua personale salvezza. Cristo risponde e si commuove, non solo per le pecore alle quali è stato mandato, ma per tutti coloro che sono disposti a incontrarlo e a domandarlo. Allora può avvenire il miracolo, e certamente accade il riconoscimento di un amore grande che sostiene e accompagna.