- SCOPERTA SHOCK
Sostenere con una donazione La Nuova Bussola Quotidiana significa dare voce a un servizio d’informazione che non teme di dire la verità. Ma la libertà con cui si muove si basa sul supporto imprescindibile dei suoi lettori. La sua forza sono i lettori che ne condividono la missione e la sostengono con una donazione. Noi continueremo a non temere di dire la verità e per questo contiamo di averti al nostro fianco. DONA ORA!
Il presidente brasiliano Bolsonaro è positivo al test Covid. Nei titoli in cui si dà questa notizia, si trova molto spesso l’aggiunta che Bolsonaro era il presidente che “sottovalutava il Covid”. È parte della stessa strategia mediatica che enfatizza i pericoli di una seconda ondata in Italia e sopravvaluta gli effetti dell'epidemia negli Usa di Trump
Avrebbe dovuto essere il volano per abbattere gli ostacoli burocratici e rilanciare l’economia. Ma il Decreto semplificazioni, oltre ad arrivare con grandissimo ritardo (avrebbe dovuto essere approvato all'inizio del lockdown), riflette ancora le divisioni fra partiti. Quella clausola "salvo intese" fa capire che nulla è ancora definitivo
Da anni sembra che l'unica strada per risolvere le crisi economiche sia l'immissione di nuova liquidità da parte delle banche centrali. Ma questa continua creazione di denaro dal nulla ha dei risvolti etici negativi e danneggia sia i singoli sia la collaborazione sociale.
Si avvicina sabato 11 luglio, giorno culmine della manifestazione Restiamo Liberi che si terrà in molte città italiane contro il Ddl Zan sulla cosiddetta “omotransfobia”. La gravità del testo depositato in commissione alla Camera, unita all’annuncio di calendarizzarlo già per il 27 luglio, sta rinserrando i ranghi del movimento pro-famiglia circa l’urgenza di manifestare subito. Anche Gandolfini torna sui suoi passi ed esorta a partecipare. Ora più che mai c’è bisogno di essere uniti per difendere il bene e la libertà di tutti.
- 12 DOMANDE E RISPOSTE SVELANO L'INGANNO DEL DDL ZAN, di Gianfranco Amato
L’associazione Iustitia in Veritate con il comunicato "Per tornare a vivere", sottoscritto da personalità in ambito medico, parla di quanto avvenuto da febbraio ad oggi analizzando le paure su cui non si può fondare un impianto di misure coercitive: molto si dovrà discutere a riguardo del caos normativo-sanitario seguito alla diffusione del virus, ma ciò che risulta chiaro è la fine dell’emergenza che ha violato le regole della democrazia.