• IL DOVERE DI MORIRE

    Ontario: spinta all'eutanasia che cresce del 33%

    In un anno i decessi on demand sono cresciuti da 1.789 a 2.378 (33%), nel periodo 2017-2020 la crescita è addirittura del 183%; altri tre anni così e i decessi saranno oltre 4.000 annui (più di 10 al giorno). Dai dati emerge che più che situazioni di accanimento terapeutico ce ne fossero di abbandono, mentre il «periodo di riflessione» fino a 10 giorni non viene rispettato.

    • IL CASO RS

    «Il mondo deve sapere che mio fratello vuole vivere»

    «A Natale quando ci ha visti si è messo a piangere e seguiva i nostri movimenti con gli occhi. Ma da quando siamo ricorsi ai tribunali per salvargli la vita ci proibiscono di visitarlo». In questa intervista esclusiva alla Bussola parla la sorella di RS, l’uomo polacco disabile che il sistema sanitario e giuridico britannico sta facendo morire di fame e sete.

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    • EUTANASIA

    RS muore di fame, condannato da un giudice di Soros

    Sono ormai le ultime ore di agonia per RS, a cui l'ospedale di Plymouth, in Inghilterra, ha tolto nutrizione e idratazione. Ma un estremo appello urgente alla Corte Europea dei Diritti Umani (CEDU) rivela che il giudizio definitivo della CEDU che condanna alla morte il cittadino polacco, è stato emesso da un giudice, Yonko Grozev, attivista pro-eutanasia che ha militato nelle organizzazioni di George Soros. E torna fuori il dossier che denunciava come negli ultimi dieci anni ben 22 giudici della CEDU siano stati "figli di Soros".
    - REGNA LA CULTURA DELLA MORTE, MA SIAMO ANESTETIZZATI, di Riccardo Cascioli
    - CANADA, SFRATTO PER L'HOSPICE CHE RIFIUTA L'EUTANASIA, di Ermes Dovico

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    • DIETRO IL CASO RS

    Regna la cultura della morte, ma siamo anestetizzati

    Ormai casi come quello di RS non fanno più notizia e non interessano l'opinione pubblica. Eppure avremmo motivo di preoccuparci molto seriamente: se malati, rischiamo di essere ostaggi di paesi che ci possono mettere a morte. E la Corte Europea dei Diritti Umani è una "filiale" di Soros.

    • DOCUMENTO DA RILEGGERE

    Vaccini non etici, nel 2005 la PAV chiamava alla battaglia

    Dall’opposizione esplicita alla produzione di vaccini legati a cellule di feti abortiti la Chiesa è pressoché arrivata, con le note dal 2017 in poi, al “liberi tutti”. Ma il documento del 2005 della Pontificia Accademia per la Vita ha ben altra vis combattiva. Esso sottolinea che la cooperazione al male va valutata sia in relazione all’aborto che agli atti successivi. L’uso è ammesso solo per condizioni gravi e circoscritte. Ma i fedeli sono chiamati all’obiezione di coscienza e a chiedere l’uso di vaccini etici, senza dimenticare le cure alternative.
    - RICORDARE IL 2020, di Augusto Pessina

    • VITTORIA DI TRUMP

    Aborto, la Corte Suprema vieta la “kill pill” via posta

    Con un voto di 6-3, la Corte Suprema degli Stati Uniti ha fermato la distribuzione via posta delle pillole abortive e senza visita in presenza, ristabilendo la normativa della Food and Drug Administration. Ribaltata dunque la decisione di un giudice distrettuale, grazie alla tenacia dell’Amministrazione Trump, che aveva presentato ricorso.
    LE RAGIONI MORALI, di T. Scandroglio

    • L’ANALISI

    Stop all’aborto telematico, le ragioni morali sono chiare

    La decisione, per 6-3, della Corte Suprema che ristabilisce il criterio della visita medica in presenza per ottenere il mifepristone porrebbe “un onere inutile e indebito” secondo i giudici Kagan e Sotomayor. Che però vaneggiano. Il rischio di contrarre il Covid o il Covid stesso non possono legittimare l’aborto e, se vuoi compiere il male, non puoi chiedere di compierlo in sicurezza.

    • REGNO UNITO

    Ancora un no della CEDU per salvare RS

    La Corte Europea dei diritti umani ha respinto per la seconda volta in pochi giorni un appello per evitare la morte nel Regno Unito del cittadino polacco RS, in stato vegetativo. I familiari e alcuni medici avevano presentato le prove di un miglioramento delle condizioni.

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    • EUTANASIA

    «RS deve morire»: la Corte europea sta con Londra

    Neanche l'intervento del governo polacco salva la vita a un suo cittadino in stato vegetativo, ostaggio di un ospedale britannico. La Corte Europea dei Diritti Umani dà ragione a Londra, supporto vitale già sospeso. Ricorso d'urgenza all'ONU, ma le speranze sono pochissime.

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    • LO STUDIO

    L’ecatombe dei bimbi Down: -54% con i test prenatali

    Uno studio pubblicato a dicembre sullo European Journal of Human Genetics ha esaminato il periodo 2011-2015 per determinare il numero di bambini nati con la sindrome di Down nei vari Paesi europei. Con la crescita degli screening prenatali e dei conseguenti aborti, il numero di bambini nati ogni anno con la trisomia 21 si è ridotto di una media del 54%. Un dato che conferma i timori che i Nips vengano usati a fini eugenetici, contribuendo a spazzare via vite preziose.

    • REGNO UNITO

    Le sette maternità surrogate di Ria. Barbarie normalizzata

    Negli ultimi otto anni l’inglese Ria Pawlow è stata impegnata a mettere al mondo figli per altri: per marzo attende la nascita del settimo “lodger” (inquilino), come lei chiama i bambini partoriti attraverso l’utero in affitto. La sua storia viene usata per normalizzare tale pratica, ma in realtà contiene molti aspetti che ne ricordano la portata malvagia.

    • IL PUNTO MORALE

    “Vaccino per tutti”, dove sbaglia la nota vaticana

    Il documento pubblicato dalla Commissione Vaticana Covid-19 in collaborazione con la PAV difetta dell’analisi di un criterio essenziale per verificare la liceità dell’uso dei vaccini ricavati da feti abortiti, cioè lo stato di necessità. La nota manca anche laddove arriva a formulare quasi un comando morale di vaccinarsi, perché non tiene conto che non c’è certezza sull’efficacia dei vaccini anti-Covid.